“Aiutateci a tornare a casa”: due lucchesi bloccate in Laos a causa del Covid-19

LUCCA – (di Bianca Leonardi) Hanno 27 anni, sono giovani, belle e affamate di futuro.
Sono Greta Antoni ed Elena Sofia Ascoli le lucchesi bloccate in Laos che tentano da settimane di trovare il modo per tornare in Italia dalle proprie famiglie.

Erano partite ad inizio gennaio per quell’esperienza che avrebbe cambiato le loro vite per sempre, un progetto formativo tra Birmania, Laos, Thailandia ma purtroppo il Coronaviurs le ha costrette a dover fare un passo indietro, così stanno cercando da giorni tra problemi burocratici e linee telefoniche intasate di raggiungere l’Italia ma questo al momento sembra impossibile.

Le loro famiglie stanno tentano incessantemente di contattare la Farnesina e trovare una soluzione ma questa sembra irreperibile, l’ambasciata italiana più vicina alle due ragazze si trova a Bangkok ma a loro purtroppo non è permesso uscire dal confine dal Laos rimanendo così bloccate senza sapere come muoversi insieme a tanti altri italiani nelle loro stesse condizioni.

Hanno comprato un biglietto aereo per l’Italia con la compagnia russa Aeroflot ma le autorità del Laos, come spiega Anna Lord la madre di una delle sue ragazze nel suo disperato appello Facebook, le lasciano partire solo con un’assicurazione con massimale di 100.000 dollari che comprenda il Covid-19 e con la certificazione di aver eseguito un tampone che però non viene fatto se non si presentano i sintomi.

Le due ragazze hanno provato anche a recarsi in ospedale per eseguire il tampone ma, nonostante si siano esposte a un pericolo notevole, la cosa non è andata a buon fine.

Ho parlato personalmente con Greta, la conosco e sono sicura che anche in questo momento sarà sorridente come lo è sempre, che mi ha raccontato come stanno vivendo questa situazione:

“Qui la situazione non è facile, il virus sta infettando chiunque, iniziano a chiudere tutto e ci rifiutano negli hotel – mi racconta – abbiamo paura a rimanere qua, vogliamo tornare a casa dalle nostre famiglie e avere una sicurezza anche a livello sanitario”.

Per quanto in Laos, a quanto ne sappiamo, il virus non sta mietendo vittime come in Italia, il sistema sanitario è di gran lunga più compromesso di quello italiano e la preoccupazione che il Covid-19 possa procurare molte vittime è alta.

“Abbiamo un volo per l’Italia il 25 marzo ma non sappiamo se riusciremo a prenderlo – continua Greta – è una settimana che giriamo per uffici, scriviamo mail e cerchiamo di metterci in contatto con la Farnesina ma l’unica cosa che sappiamo è che presto non ci saranno più voli diretti in Italia ma allo stesso tempo le restrizioni crescono e probabilmente, se nessuno ci prenderà in considerazione, non riusciremo più a tornare in Italia per non so quanto tempo. Non ci è possibile ottenere quello che ci chiedono, un certificato medico, il tampone che però non fanno se non presenti sintomi evidenti e il viso di transito per Bangkok che però ci potranno rilasciare soltanto tra un mese”.

La situazione non è semplice, la tensione è tanta: “spero riusciremo a prendere il volo il 25 marzo altrimenti saremo costrette a rimanere qui, nel niente, per non so quanto tempo, senza sicurezze, senza nessuno e con l’avanzamento di questo virus che va veloce e non aspetta nessuno”.

Intanto le famiglie delle ragazze stanno facendo il possibile per trovare un contatto con qualcuno che possa aiutare le figlie a far ritorno a casa, il tempo non è molto, presto le restrizioni saranno ancora più dure.

Ecco quindi l’appello a tutte le istituzioni locali affinché possano aiutare Greta ed Elena e le loro famiglie, sperando prima possibile che la Farnesina, in accordo con l’ambasciata italiana a Bangkok, riesca a riportare le due ragazze a casa.