Scollature profonde, forme sinuose, asimmetrie elegantissime. Prosegue fino al 3 maggio al Museo del Tessuto di Prato la mostra “Azzedine Alaïa e Cristóbal Balenciaga. Scultori della forma”, un’esposizione di grande impatto visivo e culturale organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione pratese.
Venticinque creazioni di Azzedine Alaïa (Tunisi 1935 – Parigi 2017), considerato uno degli ultimi veri couturier per la sua capacità di seguire ogni fase del processo creativo, dialogano con altrettanti capi di Cristóbal Balenciaga (Getaria 1895 – Jávea 1972). A completare il percorso, dodici disegni originali di Balenciaga realizzati tra il 1950 e il 1968, esposti per la prima volta in Italia.
La mostra nasce da un’idea di Hubert de Givenchy, grande ammiratore di entrambi gli stilisti, uniti da una visione rivoluzionaria della moda come scultura del corpo. Molti i punti di contatto tra Alaïa e Balenciaga: origini umili, apprendistato familiare, rigore assoluto nella costruzione del capo e una clientela parigina che ha segnato la storia dell’alta moda.
Il percorso espositivo è arricchito da un film dedicato alla vita e al lavoro di Alaïa e da un video inedito con le presentazioni delle collezioni Haute Couture Estate 1960 e 1968 di Balenciaga, offrendo al pubblico uno sguardo raro e coinvolgente sul lavoro di due giganti del Novecento.
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