Alfredo Trinchese ( Lega Nord ): “Il valore della trasparenza”

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VIAREGGIO – “Dopo 50 anni di Governo delle sinistre, con un breve intermezzo di gestione Lunardini, il Comune di Viareggio ha visto dapprima dichiarato il dissesto e a seguire la “dissoluzione” delle società partecipate cui era sostanzialmente affidata l’amministrazione di molte funzioni e strutture di fondamentale importanza per la vita cittadina”.

Lo scrive in una nota Alfredo Trinchese, di Lega Nord:

“Mi riferisco ovviamente al fallimento della Viareggio Patrimonio e della Viareggio Versilia Congressi ed allo stato di liquidazione della Viareggio Porto. Contestualmente a tali situazioni la posizione di bilancio del Comune tenderà ad aggravarsi e cosa ancora più grave saranno destinati a peggiorare i servizi e le prerogative dei cittadini di Viareggio. L’attuale Amministrazione naviga “ a vista” in questo mare di difficoltà, cercando di trovare una rotta che non porti a scogli ancora più duri da affrontare ma non riuscendo a tutelare gli interessi primari alla base della vicenda, ovvero i viareggini che saranno chiamati a contribuire al risanamento del Comune attraverso il pagamento dei tributi che saranno naturalmente più elevati in forza delle cattive e colpose male gestioni di cui sopra. E invece si stentano a vedere provvedimenti ed azioni sanzionatorie nei confronti dei responsabili di tali danni erariali, con il pericolo prescrizione che incombe sulla testa di chi come noi vorrebbe vedere puniti i soggetti che si sono resi colpevoli di tali condotte. In questa situazione che si protrae da tempo il palazzo, a ragione di logica, avrebbe dovuto dotarsi di “ mura Trasparenti”, tanto da consentire ai cittadini di conoscere le pregresse responsabilità di chi ha male operato, anche nel tentativo di recuperare il danno da loro causato e consentire alla comunità di seguire in divenire l’opera di risanamento dell’odierna gestione.

In riferimento ad uno sbandamento gestionale complessivo nell’Amministrazione cittadina si prenda ad esempio la questione “ I Care srl”, società alla quale è stato conferito il mandato relativo alla gestione tributaria. Mandato che però sulla base del decreto Madia e di successive pronunce di carattere giurisprudenziale, vedasi l’ultima di pochi giorni or sono della Corte dei Conti Sicilia, è nullo nel suo essere in quanto la norma impone che i tributi debbano essere gestiti in maniera diretta dall’Ente oppure lo stesso debba procedere a gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio. Che l’amministrazione non si sia posto il problema di quanto disposto normativamente è fatto gravissimo, stante il rischio del possibile annullamento di ogni atto posto in essere da I Care, comprese le notifiche per i crediti non riscossi relativi agli anni per i quali si approssima il termine prescrizionale. Ma la domanda retorica che ci poniamo è dove erano gli amministratori quando la gestione era fallimentare e quali responsabilità verranno loro attribuite? Noi non condividiamo il silenzio dell’attuale amministrazione sui fatti di cui sopra poiché se è vero che sono in corso indagini di carattere giudiziario è altresì lapalissiano che le istituzioni preposte debbano avere il compito di compiere ogni atto necessario all’acclaramento dei fatti occorsi e debbano cercare di contribuire, nei limiti delle loro prerogative, ad evitare il compimento dei termini prescrizionali e la connessa possibilità per chi sia chiamato a rispondere di disfarsi di quanto possibile oggetto di recupero. Il Sindaco non sarà un “ sbirro” ma a nostro giudizio dovrebbe incidere in maniera più forte sulla propulsione di queste attività. Invece tutto è teso alla segretezza, nessuna trasparenza, tanto che la città sembra narcotizzata e nessuno si rende conto che le inefficienze e le trascuratezze passate ed in essere saranno pagate dai cittadini. Che sia in corso una sorta di “oscurantismo” è noto anche dalla decisa segregazione degli atti riguardanti il fallimento della Viareggio Patrimonio di cui noi invece ci saremo auspicati la massima trasparenza proprio perché gli interessi in gioco sono pubblici e destinati a ricadere nelle loro conseguenze economiche sulle tasche dei viareggini. Tale segregazione contrasta con i diritti dei cittadini che sono in ultima ratio i veri azionisti del Comune e i per effetto della partecipazione al 100% della Viareggio Patrimonio i veri azionisti della stessa. Per ogni fallimento è prassi non ricorrere mai alla segregazione del fascicolo depositato nella cancelleria fallimentare. Allora ci si domanda come mai il fascicolo è stato segretato? Quali motivi pratici copre tale segregazione? Emergeranno con chiarezza le responsabilità di chi ha portato il Comune al dissesto? L’oscurantismo non aiuta i cittadini ad essere partecipi del loro destino amministrativo.

L’opposizione che l’odierna amministrazione ha fatto avverso tutti gli atti della curatela in ordine alla vendita dei beni, che ha portato ad un vero e proprio depauperamento del patrimonio comune, ci appare come atto tardivo e privo di sostanza logica e giuridica, dovendosi invece andare ad indagare come mai tali beni immobili vennero ceduti alla Viareggio Patrimonio per coprire le sue perdite di capitale e soprattutto chi sono i responsabili di tali perdite e quali azioni verranno fatte a recupero dei soldi persi.

Altro capitolo di questa saga del terrore è la vicenda Viareggio Porto. Società che aveva un valore approssimabile sui 10/12 milioni di Euro, con un incasso annuo anticipato di oltre un milione e mezzo e che oggi verrà svenduta all’asta per circa 800 mila Euro, con evidente danno dei creditori e della città tutta. A più riprese sia l’Amministrazione locale che quella regionale hanno espresso quello che potremo definire benevolmente il” desiderio colpevole” che la gestione della Viareggio Porto torni ad essere pubblica, certo non favorendo potenziali investitori e aggravando così la posizione dei creditori. Il tutto sulla base dell’inderogabile assunto di legge che le aste pubbliche non debbano subire “turbative”. Si consideri inoltre la prossima scadenza della concessione e la mancanza di una progettualità globale sull’asset. Non sfugge, ad una attenta osservazione, la gestione della Viareggio porto spa nei confronti dell’Amministrazione Comunale per il pagamento dei tributi comunali sugli specchi acquei. Gli oltre 2 milioni che la Viareggio porto deve al Comune per il pagamento di detti tributi potevano e dovevano essere drasticamente ridotti semplicemente facendo istanza per l’applicazione della circolare ministeriale 6/2012, la quale dispone una cogente rettifica della rendita catastale a suo tempo determinata dalla Viareggio Patrimonio in via empirica e comunque fuori legge proprio per la mancata applicazione di detta circolare. Si palesa dunque che tale debito scaturente dal mancato pagamento Ici/Imu per il non correlato accatastamento degli specchi acquei ha prodotto l’errata applicazione di atti amministrativi non in norma verso cui, altri operatori locali toccati dallo stesso tipo di accertamento, hanno fatto opposizione invocando la sovramenzionata circolare ministeriale ed ottenendo una decurtazione del dovuto fino al 70%.

Trasparenza dunque verso i comportamenti omissivi e commissivi che hanno portato alla sfascio della gestione cittadina e tutto in nome di un principio inderogabile, cioè il rispetto di Viareggio e dei viareggini”

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