L’ordigno sarebbe stato scoperto nella giornata di ieri durante lo spegnimento di un incendio all’interno di una ditta di inerti. L’rea è stata immediatamente transennata in attesa degli artificieri del Genio Pontieri di Piacenza.
Un venerdì pomeriggio di ordinaria amministrazione si è trasformato in una giornata di massima allerta nella zona industriale di Livorno.Ieri, venerdì 22 maggio, un presunto ordigno bellico è stato infatti rinvenuto all’interno di una ditta specializzata nella raccolta di inerti, situata nei pressi di via Pian di Rota nella zona industriale della città.
La scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale, i Vigili del Fuoco, intervenuti tempestivamente per domare un principio di incendio che aveva colpito un macchinario aziendale, hanno infatti notato tra i materiali un oggetto metallico sospetto. Dalle prime valutazioni, l’oggetto è stato identificato come un proiettile di artiglieria, risalente con ogni probabilità alla Seconda Guerra Mondiale.
Immediatamente dopo il rinvenimento, è scattato il protocollo di sicurezza. L’intera area è stata isolata e sottoposta alla sorveglianza delle forze dell’ordine per prevenire qualsiasi rischio per la pubblica incolumità. Fortunatamente, non si registrano danni a persone o beni a causa della presenza del residuato.
Le operazioni di gestione e bonifica sono attualmente coordinate dalla Prefettura di Livorno, che ha attivato le procedure d’urgenza richiedendo l’intervento degli specialisti: gli artificieri del Reggimento Genio Pontieri di Piacenza.
Gli esperti militari sono giunti sul posto per le valutazioni tecniche necessarie a stabilire la pericolosità del proiettile e le modalità di rimozione o brillamento, operazioni previste per la giornata di oggi.
I Vigili del Fuoco garantiranno la loro assistenza sul campo per l’intera giornata, fino alla completa messa in sicurezza del sito.
L’episodio conferma ancora una volta come il sottosuolo (e i materiali di recupero) del territorio livornese continuino a restituire testimonianze pericolose del passato bellico della città, richiedendo massima cautela nelle operazioni di movimentazione terra e inerti. Senza l’intervento dei Vigili del Fuoco l’ordigno infatti sarebbe potuto esser scoperto quando era ormai troppo tardi




