AREZZO- Questa storia deve finire. E’ un fenomeno che purtroppo ad Anghiari si sta ripetendo da tempo e che ha assunto le dimensioni quasi di una piaga.

Tantissimi i cani morti per colpa dei bocconi avvelenati. A parte qualche episodio nelle vicinanze della località di Catigliano, la zona letale è quella di via del Carmine, la strada che abbandona il centro abitato del paese per poi proseguire in direzione dell’omonimo santuario.

Attraverso un post sul suo profilo Facebook, a scagliarsi contro questa brutta abitudine è una donna di Anghiari, che per questo motivo ha visto morire due suoi cani nel giro di sette-otto mesi. Una situazione ormai intollerabile, che ha indotto lei e altre persone a prendere di petto la questione.

E così, per la mattinata di sabato prossimo, 2 febbraio, è stata organizzata un’attenta perlustrazione nell’area in cui più volte gli animali sono stati ritrovati privi di vita.

Prati e campi a ridosso della sede stradale verranno sottoposti a «setaccio» per cercare di eliminare polpette, bocconi e qualsiasi tipo di esca dovesse essere catturata dai cani.

D’altronde, i punti geografici sono ben delineati: «Ne va della sicurezza non soltanto dei cani – ci è stato detto – ma anche dei bambini, perché non si sa mai cosa può succedere». Polpette che non danno scampo, dal momento che la morte sopraggiunge in modo praticamente istantaneo.

«I cani sono stati quasi sempre trovati morti sul posto, nei campi e spesso nelle fossette laterali – hanno precisato – e comunque la morte è talmente rapida che non vi è nemmeno il tempo di portarli dal veterinario. Visti simili effetti, non è da escludere che la sostanza iniettata nei bocconi sia la stricnina, veleno micidiale che in Italia non è peraltro in commercio».

Ma c’è almeno un’idea su chi possano essere i responsabili? «C’è chi parla dei tartufai e chi dei cacciatori, che posizionerebbero i bocconi non per i cani ma per le volpi, per impedire che esse mangino altri animali, ma è tutto da appurare: non si può accusare a priori. E comunque, andiamo a passeggio senza stare tranquilli».