Dalla reintroduzione del nibbio reale alla tutela del capovaccaio: il Cerm – Centro Rapaci Minacciati – si conferma un punto di riferimento a livello europeo per la conservazione dei rapaci, grazie ai progetti sviluppati negli ultimi vent’anni sull’Amiata grossetana.
Tra il 2004 e il 2014 il centro, con sede a Semproniano, è stato al centro del programma di reintroduzione del nibbio reale nell’ambito dei progetti LIFE Biarmicus e LIFE Save the Flyers, coordinati dall’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana. Successivamente, tra il 2020 e il 2023, la collaborazione con ISPRA ha portato avanti il progetto LIFE Egyptian Vulture, dedicato alla riproduzione e al rilascio in natura del capovaccaio.
Grazie a queste iniziative, il territorio ha beneficiato di finanziamenti europei per oltre 2,6 milioni di euro, utilizzati sia per le attività scientifiche sia per la realizzazione delle strutture del centro: voliere, osservatori e aree attrezzate per la cura e il monitoraggio degli animali.
Particolarmente significativo il risultato ottenuto con il nibbio reale, specie scomparsa come nidificante in Toscana nella seconda metà del Novecento. Tra il 2007 e il 2014 sono stati rilasciati 106 giovani esemplari provenienti da Francia e Svizzera, portando alla creazione di una popolazione oggi autosufficiente e in espansione anche nelle aree limitrofe. Nei mesi invernali si registrano fino a 150 individui nell’area del centro.
Ancora più complesso il lavoro sul capovaccaio, per cui il Cerm rappresenta oggi il principale centro di riproduzione in cattività a livello mondiale. I 37 esemplari presenti sono gestiti con l’obiettivo di sostenere la specie, altamente a rischio, sia attraverso nuovi rilasci sia mantenendo una popolazione stabile in cattività. Finora sono stati liberati 53 individui.
“Il Cerm rappresenta una realtà di assoluto valore – sottolinea Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna con delega alle Riserve naturali nella Giunta dell’Unione – e dimostra come la collaborazione tra enti, associazioni e comunità scientifica possa produrre risultati concreti e duraturi. L’obiettivo è continuare a investire, rafforzandone il ruolo anche dal punto di vista turistico”.
Sulla stessa linea Guido Ceccolini, presidente dell’Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati: “Il lavoro portato avanti in questi anni ha permesso di rivedere il nibbio reale nei cieli toscani e di contribuire in modo decisivo alla salvaguardia del capovaccaio in Italia”.
Un’esperienza che unisce tutela ambientale, ricerca e valorizzazione del territorio, trasformando l’Amiata in un laboratorio internazionale per la biodiversità.




