Anche il Papa ricorda Diego Armando Maradona

Mondo dello sport in lutto per la morte del calciatore argentino Diego Armando Maradona, da molti considerato il più grande giocatore di tutti i tempi, ma uomo dalle molte fragilità. Papa Francesco ripensa “con affetto” agli incontri del 2014, in occasione della Partita per la pace, e poi del 2015, nell’ambito delle iniziative e i progetti di Scholas Occurentes.

Diego Armando Maradona è morto ieri, 25 novembre, nella sua abitazione di Tigre, alla periferia di Buenos Aires, a causa di un arresto cardiocircolatorio. Il campione di calcio argentino, il 30 ottobre scorso, aveva compiuto 60 anni. Il 4 novembre aveva subito un intervento alla testa per un edema che sembrava aver avuto un decorso positivo.

Papa Francesco – ha detto il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni – informato della morte di Maradona, “ripensa con affetto alle occasioni di incontro di questi anni e lo ricorda nella preghiera, come ha fatto nei giorni scorsi da quando ha appreso delle sue condizioni di salute”.

Da Buenos Aires a Napoli, il mondiale del 1986 e due scudetti
Dalla periferia polverosa di Buenos Aires ai vicoli di Napoli. L’epopea sportiva di Maradona, salito sul tetto del mondo con la sua nazionale nel 1986, è la storia del calcio. È storia il suo gol segnato contro l’Inghilterra con uno slalom memorabile tra gli avversari, arrivato dopo la rete con un pugno ribattezzata la “Mano de Dios”. Fanno parte della storia anche i suoi trionfi a Napoli, dove conquista due scudetti, nel 1987 e nel 1990, e una Coppa Uefa. I suoi gol, figli di una tecnica sopraffina e di un piede sinistro senza eguali, sono un patrimonio per generazioni di sportivi. Le sue giocate sono l’espressione più alta del calcio, quella che coniuga l’estro con l’agilità, il guizzo decisivo con una straordinaria visione di gioco. Il brasiliano Pelè, un altro fenomeno assoluto nella storia del calcio, ha commentato con queste parole la notizia della morte di Maradona: “E’ triste perdere amici in questo modo. Sicuramente un giorno giocheremo a calcio insieme in cielo”. “Io ho perso un caro amico, e il mondo ha perso una leggenda. C’è molto di più da dire, ma per adesso possa Dio dare forza alla sua famiglia”. Il presidente dell’Argentina, Alberto Fernandez, ha annunciato tre giorni di lutto nazionale.

Calciatore straordinario, uomo fragile
Maradona è stato un calciatore straordinario ma anche un uomo fragile, con una vita segnata in vari momenti dalla piaga della droga. Una vita che dai primi vagiti, nel barrio popolare di Villa Fiorito fino agli ultimi istanti nella sua casa di Tigre, all’età di 60 anni, non si è mai disgiunta dall’amore per la sua terra natia, l’amata Argentina. Lo stesso Paese di Papa Francesco che ama il calcio ed è tifoso del San Lorenzo de Almagro. Il Pontefice ha potuto ammirare le prodezze del più grande fantasista di tutti i tempi. Lo ha conosciuto e lo ha incontrato più volte.

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