Andò in escandescenze e sequestrò medici e infermieri di Psichiatria: la Corte di Cassazione conferma la condanna

LIDO DI CAMAIORE – Condanna definitiva per Constantin Daniel Osu, 36enne di origini rumene, che due ann fa, dopo essere andato in escandescenza, aveva sequestrato i medici in una stanza del reparto di Psichiatria del “Versilia”, diretto dal professor Mario Di Fiorino. La Corte di Cassazione ha infatti  rigettato il ricorso, confermando la condanna di 1 anno e 4 mesi che lo stesso Osu aveva patteggiato al tribunale di Lucca.

Il fatto risale al dicembre 2016. ll paziente sociopatico, cocainomane, già detenuto numerose volte per spaccio di droga e minacce, che aveva sfasciato il reparto nel gennaio 2014 prima che i Carabinieri lo fermassero ed aveva ripetuto la prodezza, come raccontò il primario del reparto. La Polizia era intervenuta, dopo che il paziente aveva completato la distruzione degli arredi del reparto uomini della Psichiatria. L’uomo era stato ricoverato con ricovero volontario due giorni prima, dopo un litigio con la convivente si era sdraiato sui binari ed era stato accompagnato dalla Polizia in reparto, pieno di cocaina. Quel giorno poi aveva sequestrato sotto la minaccia, due medici e due infermieri, brandendo un bastone ricavato dopo aver fatto a pezzi la mobilia della camera, poi aveva distrutto il banco degli infermieri, i vetri di due porte, la fotocopiatrice e il vetro del quadro elettrico. Come una furia aveva prima rotto uno specchio di uno dei bagni del reparto, mimando gesti di autolesionismo, e aveva divelto un tavolo utilizzandone le gambe metalliche. A nulla erano valsi i vari tentativi del personale sanitario volti a rassicurare l’uomo che aveva continuato a devastare il reparto, urlando di voler parlare con la ragazza, e che, ad un tratto aveva intimato all’intero personale presente di entrare in una delle stanze del reparto. Una delle infermiere presenti, alla richiesta dell’uomo di consegnargli i cellullari, si era offerta di dargli il proprio che si trovava in un’altra stanza. Così era riuscita ad uscire e a dare l’allarme alla Polizia che si era immediatamente recata sul posto. Solo il brillante intervento degli agenti, che grazie alla nutrita esperienza nelle tecniche operative avevano disarmato e bloccato l’uomo, la situazione è stata ricondotta alla calma. Portato in Commissariato in manette, Daniel Costantin Hosu, rumeno di 34 anni, era stato arrestato e poi tradotto in carcere a San Giorgio accusato di sequestro di persona, danneggiamento aggravato, lesioni personali, interruzione di pubblico servizio, porto di oggetto atto ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo scatenante la furia sarebbe stata la voglia di mettersi in contatto con la compagna, che di recente lo aveva denunciato per violenze ed era stata inserita in una struttura protetta proprio per evitare ogni contatto.