Andrea Biagioni, da X Factor a Sanremo Giovani: “il nuovo disco è il riassunto della mia vita”

(di Bianca Leonardi) – Arte, talento e bellezza, una bellezza pura, umile e reale. Stiamo parlando di Andrea Biagioni, lucchese DOC, capello lungo, aria ribelle e uno sguardo trasandato che nasconde una sensibilità rara.
Idolo delle teenager alle feste del liceo ha conquistato tutti grazie alla sua voce e alla sua musica, adesso ancora più sulla bocca d’Italia grazie alla partecipazione prima ad X-Factor e poi a Sanremo Giovani.
Ora è alle prese con il suo nuovo progetto,del quale già conosciamo qualche pezzo come “Alba Piena” che ha fatto breccia nel cuore di Baglioni e gli ha permesso di partecipare alla fase finale in diretta su Rai 1 di Sanremo Giovani. Un salto nel vuoto per Andrea riuscito grazie a quella maturità che si conquista dopo anni di coraggio a rincorrere un sogno. 5-6 canzoni che fanno da epilogo (o da inizio) al suo viaggio nella musica fino ad adesso.

Abbiamo parlato con lui di musica, talent, ambizioni e delusioni.

Quando hai capito che la musica era la tua strada?
Quale sia la mia strada forse non l’ho ancora capito ma la musica mi ha rapito da piccolo. Sono sempre stato affascinato e appassionato ma c’è stato un evento in particolare che mi ha segnato e da lì è stato tutta una scoperta. Una sera, da bambino, durante una cena di famiglia un amico dei miei genitori arrivò con una chitarra e iniziò a suonare. Non so come sia successo ma quell’uomo è riuscito, forse involontariamente, a trasmettermi l’amore per la chitarra arrivandomi dritto al cuore tanto che immediatamente decisi di abbandonare lo studio del pianoforte seguendo quell’emozione che mai avevo provato prima.

Cosa è per te la musica?
Non riesco a dare una definizione precisa ma la cosa particolare che ho notato fino ad ora nella musica, essendo già 20 anni che suono, è che sono sempre dovuto andare dietro al mio istinto, rifiutando di studiare le cose con i metodi di altri perché mi risultava veramente faticoso. Io sono un autodidatta e rifiutando le impostazioni base imposte mi sono reso conto che, facendo le cose come voglio io, riesco a creare qualcosa che più coincide con la mia persona, con il mio carattere e con la mia energia al di là del livello tecnico del quale non mi è mai interessato molto. Decidendo di vivere di musica ho dovuto sempre seguire le mie esigenze puntando alla soluzione diretta dei problemi che mi si sono posti negli anni. Per farti un esempio: io prima di finire un pezzo già lo sto suonando e questo mi permette di aumentare l’improvvisazione e il livello emotivo anche se magari pecca di perfezione ma a me la perfezione non interessa. Se non facessi in questo modo, quello che suono non sarebbe così radicato al mio io più profondo e intimo. Devo seguire il linguaggio di cui ho bisogno per creare, andando così a prendermi i colori e le sfumature senza però avere un metodo preciso.

Dalla cameretta alla vetrina di X-Factor: cambia la vita?
Il palco di X-Factor è un altro mondo, una scuola a parte. Ci sono persone che sembrano nate per stare lì sopra e questo perché non gli pesa addosso la pressione di essere osservati. Io ho dovuto lottare con questo, quando ero piccolo profondamente sentivo il bisogno di stare al centro dell’attenzione ma me ne vergognavo e non lo accettavo quindi succedeva che quando suonavo nella mia cameretta ero una bomba ma sul palco un disastro. Crescendo ho imparato ad accettare questo lato del mio carattere e questo ha permesso di far uscire la parte più vera di me. X-Factor in questo senso mi ha sbloccato, mi sono trovato catapultato nell’occhio del ciclone dove non ci sono vie di mezzo, o nuoti o affoghi.

E tu hai nuotato, e anche molto..
Beh si, mi è servita molto questa esperienza anche se è stata al 95% debilitante, mi sono imbattuto in tutti gli ostacoli che avevo cercato di affrontare in una vita. Adesso però non ho più paura, mi sento di dire che anche se mi trovassi davanti a 80mila persone non mi fermerei perché so quello che faccio, l’unica cosa di cui ho bisogno è la mia chitarra e la mia voce.

Perché, secondo te, i talent vengono denigrati?
Personalmente posso dirti che io, facendo X-Factor, mi sono abbassato a un livello bassissimo, lì dentro ci sono persone senza scrupoli e senza verità e io non ho bisogno di questo tipo di persone. Io voglio sincerità e umiltà e sotto questo aspetto è stata una gran bella delusione. Allo stesso tempo però, dal lato emotivo è una gran bella sfida perché ti tiene con i piedi ben saldati a terra mostrandoti la vita vera.

Lo rifaresti?
Io rifarei tutto e questo perché quando faccio una cosa la scelgo e arrivato ad oggi mi sento sicuro di dire che mi piaccio, sto bene con me stesso sia fisicamente che musicalmente e non mi vergogno più di niente. Non ho spinto eccessivamente durante il percorso a X-Factor ma ho vissuto tutto con la stessa credibilità e verità di quando suono nei locali della mia città. Adesso da un giorno all’altro vieni sparato su palchi davanti a milioni di persone e dopo? Io a tornare quello che ero non ho problemi, anzi ne sarei fiero.
Quindi sì, lo rifarei, anche se con più coscienza e questa volta non scenderei nemmeno a mezzo compromesso.

Invece Sanremo Giovani cosa è stato per te?
Sanremo Giovani rappresenta per me un nuovo inizio e una conquista incredibile essendo l’olimpo della musica. I giorni a Sanremo sono stati bellissimi ed è stata un’esperienza che mai dimenticherò.

Il pezzo che ha fatto breccia nel cuore di Baglioni, “Alba Piena”, parla di incomunicabilità:
Si, è una canzone d’amore ma con un’accezione negativa. Racconta praticamente la consapevolezza del rendersi conto di quanto era difficile una storia d’amore. Alba Piena è diretta, semplice e chiara con un arrangiamento essenziale dove i singoli elementi diventano fondamentali.

Nella discografia oggi o scendi a compromessi o cambi mestiere?
Io credo che nel mondo non esista una sola persona che alla sua prima volta sia riuscita a fare totalmente quello che gli piaceva, seguendo il suo progetto iniziale e questo perché la società va avanti seguendo le mode del momento e ci sarà sempre quello che funziona e quello che assolutamente non funziona e questo porta l’artista a un doversi continuamente adattare. La maggior parte delle mosse eseguite da un’artista oggi riguardano il marketing e non l’arte anche se questa, avendo molte sfaccettature, va resa in qualche modo vendibile. Questo non significa sempre scendere a compromessi però, molte volte, essendo alle prime armi, può essere che il tuo linguaggio non venga capito e il compromesso sta appunto nello scegliere parole che magari non diresti mai per essere più vendibile.

È il tuo caso?
In un certo senso sì, io ho sempre disprezzato cantare in italiano e non l’ho mai fatto. La mia cultura musicale è sempre stata inglese e americana eppure sono uscito da X-Factor con un pezzo in italiano (Il mare dentro) che mi piace da morire. Mi sento legato profondamente a quel brano anche per l’autore che l’ha scritto, Diodato, che conobbi tanti anni fa in un locale a Roma il giorno che decisi di trasferirmi lì per fare musica sul serio ed è stato un incontro che mi ha cambiato la vita. L’ho preso un po’come un segno del destino.
Io amo mettermi in gioco sempre e comunque e questo perché molto spesso mi stupisco da solo andando oltre ai pregiudizi su me stesso. Quel brano mi ha fatto pensare che forse ero io il problema, essendo sempre stato prevenuto nei confronti della musica italiana e questo solo perché non avevo mai provato, fidandomi poco di me stesso. Adesso infatti il mio EP contiene solo brani in italiano!

Che rapporto hai con i social?
Io cerco di usarli il minimo sindacabile perché attraverso uno schermo va tutto troppo veloce. Al giorno d’oggi hanno un potere immenso e impiegano un secondo a descriverti e a distruggere anni e anni di credibilità.

Tu sei bello: quanto ti avvantaggia o ti penalizza il tuo aspetto fisico?
Molte volte devo ammettere che anch’io posto foto nelle quali sembro più un modello che un musicista ma purtroppo o per fortuna essendo uscito da un programma televisivo, nello specifico X-Factor, il mio profilo è seguito maggiormente da donne. Mi capita spesso di postare foto di chitarre e non essere considerato molto al contrario di quando metto foto di me che raggiungo numeri altissimi. Cerco di mischiare le cose, anche l’aspetto fisico fa parte di me ed è giusto che lo usi come posso, ma allo stesso tempo cerco sempre di mandare un messaggio chiaro alle persone e di fargli arrivare una parte di me oltre al mio sorriso. Quello che conta è il talento.

Parlami del tuo ultimo EP su cui stai lavorando:
Prima possibile uscirà il disco completo e sarà un mattoncino dietro l’altro che racconteranno momenti della mia vita. Questo è il primo disco effettivo per me ma verrà raccontato tutto quello che non ho mai raccontato, è un punto di partenza e un riassunto della mia vita fino ad ora.
Sulla scrittura mi sta aiutando un autore David Ragghianti, è un amico fidato con cui mi confido nei momenti in cui ne ho bisogno e ogni volta lui butta giù qualcosa come se la mia vita la vivesse lui direttamente, infatti i pezzi saranno tre miei e tre suoi ma tutti parleranno di me. Io e la scrittura ci siamo allontanati un po’ di anni fa, sono più un performer e un interprete, scrivevo al liceo quando avevo il cuore in subbuglio, poi mettendomi a studiare musica seriamente ho perso un po’ la vena poetica ma adesso sto iniziando a ricreare.
Sono pezzi che si basano sull’acustica, chitarra-voce, quello che io prediligo sempre nonostante ci siano però alcuni brani per i quali ho cercato un compromesso e questo perché in primis non ho ben chiaro il mio luogo nell’italiano. Ho cercato di mixare le sonorità a cui sono legato a qualcosa di più commerciale per renderli più vendibili anche a coloro più profani in termini musicali ma in modo onesto e semplice perché è nella semplicità che sta la bellezza più pura. Fosse per me fare tutto il meno commerciale possibile ma ho dovuto accettare il fatto di non essere nella mia cameretta e di suonare per gli altri, oltre che per me. Il pubblico è importante, io con la mia musica offro un servizio e condivido il mio talento con chi ha voglia di ascoltarmi.

Un pronostico sul Festival di Sanremo?
Non so farti un pronostico, posso dirti solo che “Appino forever, senza dubbio tifo gli Zen Circus”!

Coraggio, umiltà e determinazione nelle parole di Andrea Biagioni che fanno di lui uno di quelli che ha ancora un sogno nel cassetto: perchè Biagioni è così, uno che ha scelto una strada difficile e degna di rispetto, uno di quelli che ha sbagliato e sbaglierà ancora ma sempre con la dignità propria di un’artista, perché l’arte premia le anime belle e sarà sempre così, senza moda che tenga.

 

Ph Nicol P. Claroni