Le segreterie territoriali di Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alle Rsu, hanno proclamato lo stato di agitazione immediato di tutto il personale della Andritz Novimpianti di Marlia, nel comune di Capannori, denunciando le recenti decisioni del management aziendale.
Secondo i sindacati, la scelta di trasferire in Europa dell’Est la produzione delle cappe asciugatrici per l’industria cartaria rappresenta un duro colpo per lo stabilimento lucchese, che negli anni ha sviluppato competenze specialistiche e know-how considerati un punto di riferimento del settore.
Fiom e Uilm parlano di un “paradosso inaccettabile”, evidenziando come l’annuncio arrivi dopo un anno definito record sotto il profilo del fatturato e dopo rassicurazioni fornite ai lavoratori sulla continuità produttiva in Italia. La delocalizzazione, sostengono le organizzazioni sindacali, rischia di impoverire il tessuto industriale della Lucchesia e di compromettere il futuro di progettisti, tecnici specializzati e operai che hanno contribuito alla crescita del gruppo.
Le preoccupazioni riguardano anche il trasferimento del personale nell’ex stabilimento Celli di Tassignano, oggi parte del gruppo Andritz. Per i sindacati, quella che era stata presentata come un’operazione di rilancio potrebbe trasformarsi in una revisione al ribasso delle condizioni previste dalla contrattazione integrativa aziendale.
Fiom Cgil e Uilm Uil chiedono quindi l’intervento urgente delle istituzioni locali e della Regione Toscana per l’apertura di un tavolo di crisi. Le organizzazioni sindacali sollecitano inoltre l’azienda a fare marcia indietro sul progetto di delocalizzazione e a ritirare qualsiasi proposta che comporti un peggioramento degli accordi aziendali attualmente in vigore.
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