Antigone sul carcere Don Bosco: “Struttura disumana e al collasso”

Pisa deve ancora riprendersi dalla rivolta che nella notte fra il 30 settembre e il 1° ottobre ha sconvolto il carcere Don Bosco. Sulla questione è intervenuto Enrico Vincenzini, presidente dell’Osservatorio Antigone Toscana, che della situazione all’interno della casa circondariale di Pisa ha detto: “Un carcere disumano, in questo momento forse peggio di Sollicciano”.

Come era emerso dalle prime ricostruzioni la rivolta è scattata in seguito alla scoperta di alcune microspie all’interno di un materasso, piazzate su delega della Procura nell’ambito di un’inchiesta sullo spaccio di stupefacenti. Nel corso dei disordini sono stati incendiati materassi e oggetti di varia natura, devastando così in breve tempo il reparto.

I quattro presunti promotori sono stati arrestati e trasferiti, mentre altri dieci reclusi sono stati ricollocati in differenti strutture a causa dell’inagibilità di alcune aree della sezione. I leader della protesta hanno documentato le fasi più concitate e i colloqui con la direzione attraverso lunghe dirette su TikTok realizzate con uno smartphone introdotto illecitamente. Proprio tramite lo smartphone i detenuti hanno denunciato lo stato disumano in cui sono costretti a vivere, fra sporcizia, blatte e servizi igienici in forte stato di degrado, lamentando una netta discrepanza tra le risorse impiegate per i controlli e quelle destinate alla vivibilità quotidiana.

Sul tema è intervenuto anche il garante dei detenuti della Regione Toscana, Giuseppe Fanfani, che ha evidenziato come l’istituto sia ormai al limite. “Il problema è che qualsiasi imprevisto all’interno scatena l’ira di Dio, perché il carcere è al collasso e ogni criticità fa da innesco per proteste violente”.

Sul fronte politico invece è il primo cittadino Michele Conti a prendere le redini della situazione, annunciando di aver interpellato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, il quale ha garantito la propria disponibilità a svolgere un sopralluogo personale nella struttura di Pisa per verificare sul campo le criticità del Don Bosco e confrontarsi con il personale operante.

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