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Appello del Prefetto ai tifosi: “No alla violenza, non serve alla causa”

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PISA – Appello del Prefetto ai tifosi: “No alla violenza, non serve alla causa”. In un’intervista a 50Canale Attilio Visconti invita alla calma e bacchetta i Petroni: “Ora dovete decidervi, o vendete o spiegate cosa vi trattiene alla città”

«Ho il dovere e sento il dovere di formulare un richiamo alla calma assoluta. Credo che l’interesse di tutti e di una città che ha una tradizione di sopportazione, pazienza e accoglienza non può certo degenerare in manifestazioni violente o in turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica, perché non gioverebbero per niente alla causa».

Ancora una volta Attilio Visconti invita i tifosi del Pisa a non alzare i toni, a mantenere bassa l’asticella della tensione. Il prefetto lancia il suo appello con un’intervista alla trasmissione “Il Nerazzurro” di 50Canale. E lo fa a poche ore da una protesta organizzata dagli ultras pisani contro il nuovo stop alle trattative per la cessione alla cordata guoidata da Giuseppe Corrado, causato da quello che ritengono «l’ennesimo voltafaccia di Petroni». Per ora una contestazione che ha preso corpo con gli striscioni, con cui le tifoserie nella notte hanno tappezzato la città annunciando di voler bloccare la partita con il Cittadella se non si dovesse chiudere. Ma quello di Visconti è anche un richiamo a Fabio Petroni a decidersi. A non perdere più tempo.

« il primo tentativo di moral suasion è nei confronti delle tifoserie. Ma il mio appello si rivolge anche alla controparte, a coloro che stanno gestendo da mesi dal punto di vista imprenditoriale questa situazione. E’ tempo di fare definitiva chiarezza. Non si è ben capito dove si vuole andare a parare e perché si trascini per così tanto tempo questa situazione e con così tante contraddizione. Bisogna capire se si vuole rimanere a Pisa o andare via da Pisa. E se si vuole rimanere, a che condizioni, e se si vuole andare via allora spiegare perché non lo si fa». Il messaggio è chiaro. Se in città c’è un rischio per l’ordine pubblico, i Petroni non possono chiamarsi fuori. «Non bastano più – continua il prefetto – spiegazioni di natura prettamente economica, perché poi alla fine siamo andati vicini al passaggio e non si è mai realizzato, a volte anche per un pugno di monete. Quindi serve chiarezza interna, interiore, vogliono andar via o no?».

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