Appicca il fuoco a un container dove dormiva una famiglia rom: acciuffato a Milano, l’accusa è di tentato omicidio

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MASSAROSA –  A fuoco un container dove dormiva una famiglia Rom. Un fatto gravissimo quello avvenuto in via del Brentino lunedi mattina all’alba, e solo grazie al lavoro del Commissariato di Polizia di Viareggio e della Squadra Mobile di Lucca, il responsabile dell’incendio, un connazionale, oggi, è stato assicurato alla giustizia: acciuffato e arrestato a Milano, dove era fuggito, è stato messo in cella con l’accusa di tentato omicidio e incendio doloso.

Si tratta di Cosmin Novacovic, nato in Romania nel 1994, in Italia senza fissa dimora, sottoposto a fermo di indiziato, con precedenti per reati contro il patrimonio, e il nipote diciasettenne, entrambi indagati.

Il fermo è stato disposto dalla Procura di Lucca, diretta da Procuratore Capo Suchan, con provvedimento a firma del dott. Salvatore Giannino e, per il minore, dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Firenze, diretta dal dottor Antonio Sangermano

Le indagini, condotte dalla sezione Anticrimine del Commissariato di Viareggio e dalla Squadra Mobile, hanno preso le mosse dall’incendio appiccato, nelle prime ore di lunedì scorso, ad un container del campo nomadi di via del Brentino, a Massarosa.

La vittima, un nomade di 27 anni, stava dormendo quando ha avvertito il calore delle fiamme e la voce di un uomo che gli augurava di morire. Dopo pochi secondi il fuoco ha cominciato a divorare il container. L’uomo è riuscito a sfuggire alle fiamme riportando ustioni sugli arti, inferiori e superiori, e sul viso. La moglie, in quel momento, si trovava in ospedale a partorire.

L’attività investigava, immediatamente avviata, ha da subito indirizzato i sospetti su  Cosmin Novacovic, con cui la vittima, qualche giorno prima, aveva avuto un’accesa discussione per futili motivi. Alla discussione era seguita una colluttazione, dove il fermato aveva avuto la peggio. In quella occasione Cosmin aveva minacciato il rom manifestando propositi di vendetta.

Lunedì mattina, il ragazzo si è recato nel campo nomadi di via del Brentino e, dopo aver versato, all’interno del container in cui dormiva la vittima, del liquido infiammabile, ha appiccato il fuoco. Ad accompagnarlo nella spedizione punitiva, il nipote diciassettenne, alla guida dell’auto, una Renault Scenic con targa francese, con cui i due si sono allontanati dalla provincia di Lucca raggiungendo Milano.

Giovedì sera, i due sono stati rintracciati in un hotel del capoluogo lombardo e sottoposti a fermo. Al loro rintraccio ha contribuito, in via determinante, l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Milano.

Novacovic solo tre mesi fa aveva finito di scontare una pena detentiva per rapina e, da pochi giorni si trovava a Viareggio, in visita alla sorella, madre del minorenne con cui ha pianificato il tentato omicidio.

 

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