Abusivismo a gogò, Santambrogio: “Ecco il biglietto di promozione turistica”

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LIDO DI CAMAIORE – Letizia Tassinari – Abusivismo a gogò. Ecco il biglietto di promozione turistica della passeggiata di Lido di Camaiore in una notte di mezza estate. Anche se, pure di giorno, la situazione non cambia.

“I commercianti, gli albergatori e i balneari si sarebbero stancati di essere vessati da una parte da tasse e balzelli di ogni tipo e dall’altra di essere ostaggi di un abusivismo diffuso e che nessuno osa toccare, nè dalla politica e nè dal coordinamento delle forze dell’ordine di qualsiasi tipo”, scrive alla redazione Enrico Santambrogio, del Movimento Cinqne Stelle che ha anche ripreso, telecamera alla mano, tutta la situzione caricando il video su You Tube:  Abusi-vismo diffuso sul Lungomare Lido di Camaiore

Un tour lungo la Passeggiata, quello di Santambrogio, con tanto di spiegazioni di quanto visto personalmente, e comunque sotto gli occhi di tutti.

“E’ possibile – aggiunge – che tutti i problemi siano legati al regolamento della movida? Qui si tratta di far rispettare regole di convivenza civile. Gli extracomunitari con i loro commerci si sono impadroniti della Passeggiata e nessuno osa fargli niente, ma soprattutto troncare o cercare le fonti di questi commerci abusivi che provocano diversi danni. Il primo è economico: mancanza di contrbuti versati come suolo pubblico, spazzatura e tasse varie, mancanza di introito di Iva del commercio e dell’ingrosso, mancata capacità di determinare la qualità e la sicurezza dei prodotti venduti che minano l’incolumità di chi li compra e promozione turistica del territorio degradata. Senza contare la concorrenza sleale”.

Ma chi sono gli immigrati? Esseri umani, innanzi tutto.  Mossi dalla ricerca di condizioni di vita migliori perché spesso i Paesi di provenienza sono poveri oppure in quei Paesi non vengono rispettati i diritti civili, L’immigrazione clandestina, così come quella regolare, è un fenomeno di cui sono oggetto generalmente i Paesi più ricchi. Parlando con loro, tanti sono molto giovani, poco più che ventenni, e qualcuno anche laureato, sono persone che hanno messo a rischio la propria vita per venire in Italia, viaggiando in condizioni disumane, per cercare lavoro.   Quasi tutti sono senza documenti, e “clandestini” lo sono da anni. ” Non mi piace questo lavoro  – questa la risposta  – ma non riesco ad ottenere né i documenti né un lavoro. Vendo borse, lo so che non si può. Ma non trovo altro. E ogni mese devo pagare l’affitto di casa e mandare soldi alla famiglia, nel mio paese. Poi devo mangiare”.  Gli immigrati clandestini seguono vie illegali per raggiungere il paese di destinazione, e si affidano molto spesso a malavitosi che sono indicati come schiavisti che gestiscono vere e proprie tratte degli esseri umani. Il viaggio in Italia è il viaggio della speranza. Speranza di una nuova vita, che una volta arrivati muore.

E’ la politica, ancora una volta, la grande assente, che si dovrebbe fare garante di un dialogo fermo e sereno fra extracomunitari ed esigenza di sicurezza territoriale.

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