Da Viareggio a Firenze: “Contro sentenze al servizio al servizio dei padroni”

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VIAREGGIO – Da Viareggio a Firenze, per partecipare al presidio davanti a Palazzo di Giustizia. La partenza è dal piazzale della Pam il 13 ottobre alle 7.45. Una protesta, come scritto nel volantino che riportiamo integrale, “contro le sentenze al servizio dei padroni”. E il primo riferimento è a quella del mancato reintegro sul posto di lavoro di Riccardo Antonini, di Assemblea 29 giugno, dopo il suo impegno come consultente nella strage di Viareggio ( leggi anche:Licenziato: i giudici di appello respingono il ricorso di ): “:Il 4 giugno 2013 il giudice del lavoro del Tribunale di Lucca, sig. Luigi Nannipieri, aveva confermato il licenziamento di Riccardo Antonini. Una sentenza schierata apertamente dalla parte sbagliata: quella dell’imputato/rinviato a giudizio, cavalier Moretti, il quale anziché garantire la sicurezza di cui c’è estremo bisogno in ferrovia, ha continuato a ripetere che in ferrovia “non esiste un problema sicurezza”. Nei suoi 8 anni di Ad delle ferrovie, sui binari hanno perso la vita oltre 50 lavoratori: 1 vittima ogni due mesi! Una sentenza complice con chi sacrifica la vita sull’altare del profitto e che, oggettivamente, istiga a penalizzare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Oltre al fatto gravissimo che costringe lavoratori e delegati Rls a non denunciare la mancanza di sicurezza e di salute per non subire intimidazioni, minacce, ricatti … licenziamenti(!).   Il 17 luglio 2014 la sentenza-vergogna viene confermata dal collegio della Corte di Appello di Firenze, sezione Lavoro, giudice/presidente,  Giovanni Bronzini, con i giudici/consiglieri Gaetano Schiavone e Simonetta Liscio. Come il cavaliere Moretti che non fa licenziare ma licenzia (anche di questo si è vantato), Bronzini tiene per sé gelosamente l’impugnazione presentata da Riccardo, avocandola a sé, in qualità di presidente del Tribunale. In mano ad altri potrebbe essere giudicata diversamente. Meglio non rischiare: superiori … e Moretti potrebbero risentirsi. Così se la tiene stretta stretta e con Ordinanza la respinge applicando l’articolo 348 bis del codice di procedura civile: “l’impugnazione è dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta”. Un’ordinanza di 2 paginette scarne di falsificazione della realtà. Rivendichiamo il diritto/dovere a denunciare questa sentenza di “classe”. A chi dice ormai la vergogna si è consumata, rispondiamo con la mobilitazione per svelare la natura di una magistratura genuflessa al potere e per evitare altre sentenze-vergogna. Postscriptum: proprio il 17 luglio, giorno della sentenza d’Appello di Firenze, tre operai di Rete ferroviaria italiana (Rfi) sono stati travolti dal treno a Caltanissetta. Ogni commento è ovviamente, e drammaticamente, superfluo …”

Il tutto al grido di “dalla parte di chi lotta per la sicurezza in ferrovia”.

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