La floricoltura versiliese non è una minaccia per ambiente e paesaggio

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VERSILIA – La floricoltura versiliese non è una minaccia per ambiente e paesaggio. Questa in sintesi la riflessione emersa durante la presentazione a Palazzo Ducale delle osservazioni presentate alla Regione Toscana in merito al nuovo Piano Paesaggistico Regionale. Sì a un’agricoltura ‘custode’ del paesaggio, ma questo deve essere un riflesso dell’attività agricola – vera e propria risorsa economica del territorio – e non il suo fine ultimo. E’ questa la sostanziale modifica che la Confederazione italiana agricoltori Toscana Nord chiede alla Regione. In modo particolare per quanto riguarda la Versilia il nodo cruciale è quello del florovivaismo, spesso visto come un ambito che produce più criticità che risorse. In realtà Cia sottolinea come la fotografia scattata da Firenze non tenga conto di innovazioni tecniche e produttive che di fatto risolvono molti dei problemi legati a impermeabilizzazione e monocultura: “Le nostre aziende attuano nuovi metodi di ciclo continuo delle acque – spiega Giovanna Landi, responsabile Cia Versilia – ed anche nuovi materiali permeabili o semi-permeabili per le proprie produzioni. Insomma quello che chiediamo – conclude Landi – è di essere maggiormente coinvolti nei percorsi normativi perché solo chi lavora e vive quotidianamente le realtà territoriali può scattarne una fotografia reale”. Nel piano si fa riferimento alla eccessiva vicinanza delle serre alle abitazioni, ma da Cia la risposta è chiara: “Non sono certo le serre ad essersi avvicinate ai presidi urbani, è semmai la cementificazione fuori controllo ad aver raggiunto le zone agricole e produttive”.

“Il Piano Paesaggistico adottato dal consiglio regionale – afferma il presidente della Cia, Piero Tartagni – è un documento complesso e giustamente ambizioso, che condividiamo negli obiettivi fondamentali, poiché mira al contrasto del consumo di suolo, riconosce il ruolo del comparto agricolo quale presidio paesaggistico essenziale e punta al recupero produttivo agricolo di superfici abbandonate. Emerge, tuttavia, la tendenza a una visione statica del settore, che non può essere vista solo in funzione di tutela del territorio, ma come settore vitale dell’economia locale”.

Tutto il materiale raccolto dalla Cia Toscana ha dato vita a un dossier che è stato presentato alla Regione. Il dossier approntato dalla Cia è lo strumento che conferma, nei fatti, l’intenzione di partecipare e collaborare fattivamente alla costruzione di un Piano Paesaggistico che dia certezze normative agli operatori e impulso ad uno sviluppo delle aree rurali, incentrato sull’innovazione, la competitività, il dinamismo economico e la valorizzazione delle risorse produttive, ambientali e paesaggistiche del territorio.

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