La senatrice attacca, e Betti risponde: “Pensi al bene della città, non a me”

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VIAREGGIO – La senatrice Granaiola attacca ( leggi anche:“Caro Betti, se le cose si vogliono, e si sanno, fare, si può governare” ) e Leonardo Betti risponde:
Parla dal 2008, anno sciagurato in cui il mio partito ed io compreso, senza passare dalle sacrosante primarie, la mandammo a rappresentarci in Senato. Lo dico a malincuore perché sono pure recidivo e l’ho scelta ancora nel 2013 quando vinse alle parlamentarie con 70 voti di scarto. In realtà speravo che, in sinergia con l’amministrazione comunale da me guidata, saremmo riusciti a smuovere qualcosa anche a Roma, qualcosa che lei da sola, evidentemente, non ha mai smosso. Meno male più volte è stata coadiuvata dal Sen. Marcucci perché altrimenti, dopo 6 anni, il risultato sarebbe molto peggiore.
Sarebbe bello vedermi smentito da elezioni con preferenze perché almeno vedremmo l’effettivo gradimento che ha in città. Gradimento di cui mi sfuggono le basi e non tanto perché i risultati sin qui prodotti, se qualcuno li trova, sono di minima portata, ma tanto più perché in 16 mesi è venuta 3 volte in Comune: la prima per chiedere per l’ennesima volta il ridisegno di piazza Dante, la seconda per vedere di mettere mano al piano delle pinete, la terza per dirmi che quando ho incontrato Rossi, portando “a casa” i soldi per il Carnevale, sollevando il Comune dissestato da un forte onere economico e garantendo comunque la manifestazione (che certo non campa grazie ai suoi disegni di legge), lei non l’avevo chiamata a stringere la mano a Rossi prossimo alla ricandidatura. Che sbadato, dimenticavo l’attenzione per i pescatori, o per una parte di essi non avendo, la Senatrice, ancora compreso quali e quante questioni ingarbugliate c’erano intorno al mercato ittico e non apprezzando la volontà della mia Giunta di procedere ad una gara di affidamento equa ed uguale per tutti. Le telefonate sono ancora più interessanti: in una mi disse che avevo mandato via i SUOI assessori, in un’altra che voleva “farne fuori” 3 o 4 di quelli da me scelti, uno di essi perché colpevole di “lesa maestà” avendo (un’associazione a lui vicina) aperto un concorrenziale luogo di ballo per anziani.
Probabilmente le sfugge che il ruolo di Senatrice non coincide con quello di Prefetto nel PD: la sua assoluta indifferenza ai documenti approvati alla unanimità dalle assemblee del PD di Viareggio, il sostegno espresso all’amministrazione, sono stati il sintomo della sua volontà di gettare a mare questa esperienza amministrativa, prevalentemente dovuta al fatto che io non l’ho “mai ascoltata”, come se il suo ruolo fosse prevalente e superiore a quello del partito a Viareggio.
L’ultima sua notizia, infatti, è un articolo di stampa dove decretava, dall’alto della sua legittimazione, la fine della mia amministrazione.
Ebbene, cara Signora, glielo intimo per l’ultima volta: si occupi con attenzione ed interesse alla città, faccia fruttare quei 12.000 euro al mese, ha avuto la possibilità di interessarsi del Comune e non ha mai chiesto un foglio, un incontro, un’informazione. Non ha mai chiesto un incontro con assessori, con i consiglieri (salvo quelli a lei più vicini), non ha mai partecipato ad un’assemblea pubblica, ad un incontro, mai cercato un confronto se non in termini di impartizioni e ordini. Io le auguro una lunga vita politica, e le auguro di quanto meno capire un giorno che non si gioca o amministra scrivendo sporadici papier alla stampa ma lo si fa mettendosi in gioco, rischiando, ogni giorno, pancia a terra anche sbagliando ma mai pugnalando alle spalle o sputando senza aver minimamente contezza di ciò di cui si parla.
Le dico di più, facciamo un incontro pubblico, io e lei, sottoponiamoci alle domande dei cittadini, alle loro critiche. Rispondiamo e vediamo quanto è preparata quando scende dal pulpito che il voto democratico le ha dato.

Anche a mia è una modesta e personale opinione e voglio anch’io sperare che a Viareggio sia ancora possibile avere opinioni pubbliche, libere e chiare.

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