Polo Nautico: “Non siamo l’Anonima Sequestri”

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VIAREGGIO – “Abbiamo appreso delle dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Polo Nautico e non senza stupore siamo stati ingiustamente accusati di tenere in ostaggio la Darsena di Viareggio. Niente di più falso e sbagliato. Non abbiamo mai nascosto le nostre posizioni rispetto a quanto stava accadendo per ciò che riguarda il destino delle concessioni demaniali su cui oggi si accapigliano in un tentativo di bieca spartizione i soci della Polo Nautico, una spartizione quella che vorrebbero, ad oggi senza alcuna pianificazione di sviluppo né industriale né occupazionale, quindi con un solo interesse di tipo immobiliare/speculativo. Possiamo essere d’accordo con questa prospettiva?”. La nota stampa che pubblichiamo integralmente è a firma della Fiom Cgil: ” Noi ribadiamo una posizione che è nota e che appartiene a tutta la CGIL contrariamente a quanto scritto dalla stampa: “Ad Oggi l’interesse pubblico non sarebbe tutelato dal frazionamento della concessione in capo a Polo Nautico”. La Fiom è sempre stata disponibile ad dialogo e non si è mai tirata indietro rispetto alla possibilità di reimpiegare e rilanciare la darsena Viareggina, prova ne sono i tanti accordi sottoscritti con le imprese, le Istituzioni e anche la Polo Nautico, ci pare quindi oltremodo ingeneroso accusare chi, fino ad oggi, e le prove sono sotto gli occhi di tutti, si è battuto perché Viareggio potesse avere anche nella nautica un futuro. In conclusione e per smentire ulteriormente quanto dichiarato, teniamo a rilevare che: la condizione attuale di integrità della concessione fino ad oggi non ha impedito alle imprese di realizzare i propri prodotti, di svilupparsi in taluni casi e anche di crescere acquisendo i cantieri liberati dai soci che non ne avevano più necessità per difficoltà economiche o di mercato.  Nel merito quindi non si comprende la posizione espressa circa la volontà di andarsene da parte di alcuni imprenditori se non si arriva al frazionamento facendo dell’occupazione ostaggio della situazione.  Un mercato che oggi richiede imbarcazioni di 70 metri dice il Direttore Generale di UCINA; e qui pensiamo di ridimensionare le aree produttive frazionandole, è il colmo, sarebbe la fine della POLO NAUTICO e delle attività consortili.
E’ altresì vero che fin quando non esisterà da parte degli imprenditori una pianificazione industriale condivisa, che possa giustificare il frazionamento garantendo nuova occupazione e un una concreta possibilità di sviluppo industriale delle aree portuali Viareggine, il sindacato non potrà mai essere d’accordo. Le concessioni demaniali, così come il lavoro sono un bene comune” e come tali vanno tutelate dalle speculazioni e dagli interessi particolari”.

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