Un impiegato pubblico di 57 anni, residente ad Arezzo, incensurato e con famiglia, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze e condotta dalla Polizia postale. L’uomo è indagato per detenzione di materiale pedopornografico, un’ipotesi di reato prevista dall’articolo 600-quater del Codice penale.
L’arresto è stato eseguito dopo una perquisizione effettuata mercoledì mattina nell’abitazione del 57enne. Secondo quanto emerso, gli investigatori avrebbero sequestrato un computer contenente circa 700 file ritenuti riconducibili a materiale pedopornografico. Il contenuto dei dispositivi è ora al vaglio degli inquirenti per accertarne natura, provenienza e modalità di acquisizione.
L’inchiesta è coordinata dalla Dda di Firenze, competente per questo tipo di reati. La perquisizione è stata delegata dal sostituto procuratore Sandro Cutrignelli alla Procura di Arezzo, mentre la fase esecutiva è stata coordinata sul posto dal sostituto procuratore Giorgio Martano.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli accertamenti sarebbero partiti dall’analisi di attività riconducibili alla navigazione online e ai movimenti su piattaforme monitorate dalla Polizia postale. Gli elementi raccolti avrebbero consentito agli investigatori di risalire all’utenza in uso al 57enne e di procedere con la perquisizione domiciliare.
Oltre all’ipotesi di detenzione di materiale pedopornografico, gli inquirenti stanno verificando eventuali ulteriori profili emersi dall’analisi dei file sequestrati, comprese possibili condotte riconducibili all’articolo 600-ter del Codice penale. Gli investigatori ritengono che il materiale possa essere stato scaricato dalla rete, ma ogni elemento dovrà essere confermato dagli approfondimenti tecnici ancora in corso.



