Armati di bastoni aggredirono i clochard, tutti condannati: due furono arrestati a Viareggio

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GENOVA – ( di Letizia Tassinari ) –  Rito abbreviato e condanne, questa mattina al Tribunale di Genova, per la vicenda del tentato omicidio di alcuni clochard che aveva portato a due arresti avvenuti a Viareggio: 7 anni e 9 mesi sia per Karlo Bilani, il pm Patrizia Petruzziello, alla scorsa udienza del 15 aprile ne aveva chiesti 9 , che per Ahmed Dridi, per il quale la richiesta dell’accusa era stata di 8. Undici anni e due mesi, invece, la condanna per Martin Krocka e Michael Krahulec. Per la Procura econdo si era trattato di una  svera e propria spedizione punitiva per una vendetta

La Squadra Mobile della Questura del capoluogo ligure, diretta dall’ex numero uno della Mobile lucchese dottor Annino Gargano, già dirigente dell’Anticrimine al Commissariato viareggino, coadiuvata dal personale della Squadra Mobile di Lucca e del Commissariato di Polizia di Viareggio, il 4 ottobre dello scorso anno aveva tratto in arresto, in esecuzione dei provvedimenti di fermo emessi dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Genova, Martin Krocka, nato nella Repubblica Slovacca nel 1982, domiciliato a Sarzana, nonchè  Ahmed Dridi, nato in Tunisia nel 1993, difeso dagli avvocati Elena Libone e Marco Taddei, e Karlo Bilani, nato in Germania nel 1994, difeso dall’avvocato Massimo Landi, entrambi domiciliati in Viareggio,  per i reati di tentato omicidio premeditato pluriaggravato e porto abusivo di oggetti atti ad offendere in concorso. I soggetti erano statii ritenuti responsabili, unitamente a Michael Krahulec, nato nella Repubblica Slovacca nel 1990, detto “Mikail”, senza fissa dimora, già tratto in arresto nel luglio scorso per gli stessi reati, della violenta aggressione ai danni di quattro senza tetto, avvenuta nella notte del 25 gennaio dello scorso anno a Genova, nella centrale piazza Piccapietra. Il grave fatto, commesso con l’utilizzo di bastoni, pali in ferro ed altri oggetti contundenti, che aveva destato particolare allarme sociale in relazione a possibili cause di discriminazione razziale, sembra invece da ricondurre alla lezione che “Mikail”, anch’egli clochard, facendosi spalleggiare dagli altri arrestati, voleva dare alle quattro vittime, con due delle quali aveva anche litigato violentemente alcuni giorni prima. Le indagini della Mobile genovese, oltre che sulle immagini riprese dalla videosorveglianza, era stata fatta sui numeri di telefono relative alla zona di Piccapietra e zone limitrofe per vedere se, in quell’arco di tempo, si ripetevano le telefonate considerando anche gli orari. Il primo a essere arrestato era stato Krahulec ritenuto l’organizzatore del raid nei confronti dei quattro clochard, massacrati a calci e a colpi di spranga. Poi lo stesso avrebbe chiesto agli altri tre di unirsi a lui nell’azione punitiva e gli altri lo avrebbero seguito in un viaggio in auto dalla Versilia a Genova la sera del pestaggio. Una volta a Genova aveva parcheggiato l’auto e si erano diretti in piazza Piccapietra dove poi avvenne il massacro.

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