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Articolo 100 Tulps al Seven, Confcommercio: “La chiusura non è un deterrente alla violenza”

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MARINA DI PIETRASANTA  – «Non ci pare giusto che per comportamenti deprecabili dei clienti all’esterno dei locali debbano essere i gestori a pagare».

Confcommercio Lucca e Massa Carrara torna sul provvedimento di chisura del Seven Apples, disposto dalla Questura in applicazione dell’art.100 TULPS, sulla scorta comunque di quanto già avvenuto ad altri locali in questi anni ( LEGGI ANCHE: Articolo 100 Tulps al Seven, la discoteca chiusa per 8 giorni –)

«Siamo assolutamente d’accordo che gesti di violenza o di turbativa dell’ordine pubblico debbano essere puniti senza alcuna esitazione ma riteniamo che sia più giusto ed efficace intervenire direttamente sugli autori piuttosto che sul “fattore ambientale”.

Il questore ha affermato che la responsabilità non è dei gestori ma dei clienti -e su questo ha perfettamente ragione- ma è un dato di fatto che gli unici a subire le conseguenze del provvedimento saranno i primi, che comunque investono dotandosi sempre di addetti alla sicurezza, e non certo i secondi.

Non è infatti chiudendo per qualche giorno le discoteche o i pubblici esercizi che si risolve questo problema né si dà un contenuto di tipo “educativo” a questo tipo di provvedimenti: l’unico effetto certo infatti è il pregiudizio economico per un’attività nel momento forse più importante dell’anno, oltre alle ricadute negative dal punto di vista occupazionale, con tanti addetti che si trovano privati del lavoro per più di una settimana.

Le persone in cerca di provocazioni o in vena di “menar le mani” troveranno senz’altro altri luoghi dove dar sfogo alle loro intemperanze mentre il danno subito dall’attività a causa della chiusura rimarrà nella sua interezza. Senza contare che si tratta di episodi purtroppo frequenti a prescindere dall’orario, per combattere i quali è necessario affiancare le strutture scolastiche anche attraverso progetti e percorsi che Questura e Prefettura hanno già avviata in questi anni.

Ci auguriamo pertanto -e per questo ci mettiamo a disposizione della Questura- che sia possibile trovare un altro modo per prevenire e reprimere in maniera adeguata fatti di cronaca che niente hanno a che vedere con la gestione di locali e discoteche se non la mera contiguità geografica”.

 

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