Si chiude con un’assoluzione totale il processo di secondo grado a carico di Mattia Lucarelli e Federico Apolloni. La Corte d’Appello di Milano, nel pomeriggio di ieri,giovedì 23 aprile, ha spazzato via le condanne decise in primo grado, stabilendo che i due calciatori e i loro tre amici coimputati non sono colpevoli della violenza sessuale di gruppo denunciata da una studentessa statunitense nel marzo 2022.
Nonostante il sostituto procuratore generale, Massimo Gaballo, avesse chiesto la conferma delle pene inflitte dal Gup (3 anni e 7 mesi per Lucarelli e Apolloni, e pene tra i 2 anni e i 2 anni e 8 mesi per gli altri tre giovani), i giudici d’Appello hanno ribaltato l’esito del rito abbreviato. La formula “il fatto non sussiste” sancisce l’assoluzione piena per tutti gli imputati. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni, termine dopo il quale la Procura Generale potrà valutare un eventuale ricorso in Cassazione.
L’inchiesta riguardava i fatti avvenuti nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2022. Secondo l’accusa, la studentessa sarebbe stata vittima di abusi dopo una serata trascorsa in discoteca a Milano. Lucarelli e Apolloni (all’epoca rispettivamente alla Pro Sesto e al Livorno) erano finiti agli arresti domiciliari nel gennaio 2023. La difesa ha sempre sostenuto l’innocenza dei ragazzi, puntando sulla mancanza di prove relative alla costrizione o allo stato di incoscienza della vittima.
Alla lettura del dispositivo, in aula è esplosa la commozione: i due giovani calciatori si sono sciolti in un abbraccio liberatorio con i propri familiari. Presente anche l’ex capitano del Livorno e padre di Mattia, Cristiano Lucarelli, che ha manifestato la forte tensione accumulata negli anni con una reazione rabbiosa fuori dall’aula, sferrando prima un calcio ad un totem informativo e inveendo poi contro i giornalisti presenti.
Soddisfazione da parte dei legali: “Eravamo convinti della loro innocenza fin dall’inizio — ha dichiarato l’avvocato Leonardo Cammarata — oggi è stata fatta giustizia”.




