Un tavolo di confronto per tutelare i lavoratori del comparto balneare in vista delle aste sulle concessioni dei prossimi anni. È quello che chiede la Filcams Cgil di Lucca lanciando un appello ai comuni della Versilia.
I bandi per le concessioni balneari dovranno essere completati entro il 30 settembre 2027. “Sebbene si parli spesso delle problematiche per gli attuali concessionari – dicono dal sindacato – non viene invece data sufficiente attenzione ai problemi che comporteranno per i lavoratori del settore. Con l’ingresso di nuove proprietà c’è un rischio molto concreto che molti lavoratori stagionali, tra cui ad esempio bagnini, cuochi e camerieri, si trovino privati di quella che spesso è la loro principale fonte di reddito nel corso di tutto l’anno solare. Ad ora, non ci sarebbero infatti garanzie che queste persone possano trovare spazio nell’organico delle nuove gestioni”.
A preoccupare il sindacato, anche la qualità del lavoro. “Ovvero il rispetto da parte dei nuovi concessionari – proseguono dalla Filcams Cgil Lucca – dei contratti nazionali del comparto e dei contratti integrativi provinciali, strumenti che offrono una significativa tutela a livello economico e normativo per i lavoratori. Per questa ragione chiediamo alle amministrazioni comunali di creare un tavolo di trattativa preventiva che coinvolga tutto il territorio della Versilia”.
Grazie al tavolo, secondo il sindacato sarebbe possibile creare una normativa che imponga ai concessionari entranti di rispettare i contratti di settore e creare un canale preferenziale per chi da anni svolge questi lavori. E al contempo, di parlare anche della possibilità di assumere bagnini dai 16 anni in su, un fatto deciso da un nuovo emendamento al decreto Milleproroghe, che dovrebbe diventare legge entro il 1° marzo che aveva trovato contraria la Lega bagnini della Versilia.
“Un minorenne non può fare sorveglianza da solo – aveva puntualizzato Massimiliano Pezzini, presidente della Lega – ci vogliono almeno un paio di anni di affiancamento con un bagnino esperto. Se ci sono pochi bagnini c’è da farsi una domanda sulle paghe troppo basse”.
“Una proroga arrivata a fronte della conclamata difficoltà a trovare lavoratori disposti a svolgere tale mansione – gli fanno eco dal sindacato – ma che pone soggetti minorenni di fronte a seri rischi sul piano legale, rispetto a situazioni che potrebbero rivelarsi esageratamente complicate per la loro età. Per le stesse ragioni, sposando pienamente la linea espressa dalla Lega dei Bagnini ritieniamo altrettanto inadeguato che un bagnino neopatentato venga posto nella medesima condizione, anche se maggiorenne, senza aver effettuato un periodo di affiancamento con un professionista esperto”.
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