Attenzione alle mail truffa: «Paga o dico che guardi i porno»

Attenzione alla nuova ondata di mail-truffa con ricatto hard che sta coinvolgendo molti contatti di posta elettronica. Per la seconda volta nel giro di tre mesi, a centinaia in Versilia (ma anche in altre parti d’Italia) hanno ricevuto la richiesta via mail del pagamento di 265 euro di un riscatto, per scongiurare la diffusione di presunte immagini che ritrarrebbero i destinatari mentre visualizzano siti per adulti. Qualcuno si è spaventato, altri hanno fatto finta di nulla. Si trattadell’ennesima porno-truffa, escogitata da uno o più hacker con le medesime modalità: una mail inviata alle vittime dalla loro stessa casella di posta elettronica, con oggetto: “Alto pericolo! Il tuo account è stato hackerato”. Frase da sola sufficiente per far preoccupare i meno esperti. In realtà, però, i pirati informatici non hanno avuto accesso diretto alle caselle webmail dei malcapitati: è dunque un bluff.

Nel corpo del testo si fa riferimento all’istallazione di un “Virus Trojan”, un malware – secondo l’autore del tentativo di estorsione – in grado di rilevare i dati contenuti nel dispositivo, comprese cronologia dei siti web visualizzati ed elenco dei contatti, ma anche di recuperare il video della vittima mentre è intenta a guardare contenuti hot.

E qui scatta il ricatto: l’unico modo per impedirne la messa in circolazione (a parenti, amici, colleghi di lavoro) è versare 265 euro all’indirizzo Bitcoin (criptovaluta) dell’hacker entro 48 ore dalla ricezione della mail.

Qualcuno, credendo che la minaccia fosse reale, ci è cascato. La polizia postale in una nota spiega che «nulla di tutto ciò è reale: rappresenta un’invenzione dell’autore del reato, elaborata al solo scopo di gettarci nel panico ed indurci a sborsare la somma illecita: è tecnicamente impossibile, infatti, che chiunque abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando dati personali». Quando si ricevono simili “mail truffa” bisogna «non pagare assolutamente alcun riscatto», perché in quel caso si determinerebbe come unico effetto «un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro». E poi ancora «proteggere adeguatamente la nostra email; cambiare – se non si è già provveduto a farlo – la password, impostandone una complessa e di non utilizzare mai la stessa per più profili social; abilitare meccanismi di autenticazione “forte” ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul cellulare».

 

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