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Atto vandalico a Capriglia: “Insufficienti le parole di condanna”

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PIETRASANTA – Il PD Pietrasanta esprime forte condanna e indignazione per il vile atto vandalico compiuto sull’immobile che dovrebbe ospitare un gruppo di migranti nelle prossime settimane:

“Siamo vicini ed esprimiamo inoltre la nostra piena solidarietà alla comunità di Capriglia, che, ne siamo sicuri, è molto migliore di come viene strumentalmente rappresentata da alcuni esponenti di certe forze politiche.

Ma tutto questo non basta più. Suonano vuote e sterili le parole di condanna del gesto da parte di chi per mesi, anche ricoprendo ruoli istituzionali e amministrativi, ha soffiato sul fuoco della polemica, anziché pensare a gestire responsabilmente la situazione come fanno le persone che svolgono il proprio incarico per cui sono state elette in modo diligente, ovvero dialogando coi cittadini e predisponendo, in accordo con la Prefettura, le associazioni e gli altri enti operanti sul territorio, un serio piano di accoglienza, che prevedesse gruppi contenuti e suddivisi sul territorio, nel rispetto delle percentuali previste dal Governo.

In tutta questa storia il problema di fondo è davvero che è mancata la politica, ma non quella nazionale, come vorrebbero dare a credere i vari Ponzio Pilato della destra e del centrodestra locale, bensì quella cittadina, che se ne è lavata le mani, preferendo fomentare e cavalcare la paura per meri fini elettorali, anziché prendere il toro per le corna e dare rassicurazioni alla comunità governata. Stiamo assistendo ad un vero e proprio capolavoro di inadeguatezza dei nostri ex amministratori, che anziché classe dirigente hanno dato prova di essere apparato digerente delle problematiche locali: nel primo caso, di fronte ad un’emergenza come quella dell’immigrazione, chi amministra seriamente i propri cittadini li rende partecipi e talvolta deve essere pronto ad assumersi la responsabilità di spiegare i motivi di decisioni difficili, facendo sì che queste abbiano il minore impatto possibile sul territorio; nel secondo caso, ci si fa trasportare dalla corrente e si tenta di cavalcarla; però, così facendo, si rischia anche di esserne travolti e allora non resta che tentare la fuga, magari verso uno scranno in Parlamento, continuando a puntare il dito e dare la colpa a qualcun altro”.

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