Auto e moto a fuoco, rintracciato nonostante la capigliatura a moicano e arrestato

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CARRARA – L’attività investigativa è stata avviata dal personale della Compagnia Carabinieri di Carrara – Nucleo Operativo e Radiomobile, unitamente al personale della Stazione Carabinieri di Fosdinovo, a seguito del danneggiamento, mediante incendio, di due autovetture e una motocicletta parcheggiate nel cortile interno di abitazione privata ubicata in Fosdinovo, in Località Caniparola, avvenuto nelle prime ore del giorno 16 settembre 2017. Nella circostanza, mediante liquido infiammabile contenuto in una tanica, poi abbandonata sul posto, veniva appiccato il fuoco a una BMW e una MINI, che andavano completamente distrutte, determinando il reale pericolo che l’incendio dei veicoli potesse avvolgere l’intera abitazione, che in quel momento (le sei del mattino) risultava essere occupata da tre persone, che stavano ancora dormendo, di cui un minorenne.

Fin da subito gli elementi di prova acquisiti propendevano su responsabilità legate a persona collegata a quel nucleo familiare, nella fattispecie un nipote, R.M., con problemi di tossicodipendenza, dimorante in Sarzana, già resosi responsabile di minacce e azioni violente verso le proprie zie, dallo stesso giudicate colpevoli di essersi intromesse nella sua vita privata, dopo la morte di sua madre. R.M. di fatto aveva mal visto la disponibilità delle due zie nel cercare di aiutarlo, prevalentemente a disintossicarsi dall’uso degli stupefacenti.

Nella medesima mattinata, poco dopo l’incendio delle autovetture, l’uomo attendeva il transito di una delle due zie (di cui conosceva le abitudini e le strade percorse) per poi porsi all’inseguimento dell’auto condotta dalla donna, che nell’occasione stava accompagnando a scuola la figlia minorenne. Il veicolo della donna veniva ripetutamente speronato, con il concreto rischio di provocare un incidente stradale, inoltre, nello stesso contesto il giovane cercava più volte di far arrestare la marcia del mezzo condotto dalla zia, che pur di sfuggirgli operava manovre pericolose e non conformi al codice della strada, addirittura la donna si vedeva costretta a cambiare percorso e rifugiarsi presso la Stazione dei Carabinieri di Sarzana.

L’accanimento dell’uomo verso le zie si manifestava già nel corso dell’estate di quest’anno, quando una delle due veniva colpita con un pugno in pieno volto nonchè vari calci al corpo, probabilmente solo per essersi adoperata per aver fissato una visita medica, a seguito di una patologia sofferta dal nipote. Questi non gradendo l’interessamento della zia, la colpiva al volto procurandole lesioni e nel contempo la minacciava di peggiori conseguenze, qualora avesse continuato a intromettersi nella sua vita. Nelle azioni persecutore e violente che l’uomo poneva in essere verso i parenti si registrano anche precise minacce che lo stesso avrebbe indirizzato, addirittura alla volta della cuginetta minorenne.

Altre azioni violente e persecutorie venivano poste in essere anche verso ulteriori parenti, ove le zie erano solite recarsi. Il giorno dopo l’incendio e il pedinamento dell’autovettura di una delle due zie, l’uomo faceva irruzione all’interno di un’abitazione di proprietà della famiglia, ove la notte precedente la zia scampata nella mattinata all’agguato, aveva trascorso la notte con la figlia minorenne, trovando però la casa vuota.

Gli elementi di prova fin da subito acquisiti permettevano d’individuare il distributore di Sarzana (SP) ove l’autore dell’incendio si era rifornito di liquido infiammabile da utilizzare per appiccare il fuoco, nonché l’autonoleggio di Massa, dove era stata prelevata in locazione l’autovettura utilizzata sia per giungere in località Caniparola, sia per inseguire l’auto con a bordo la zia e la cuginetta.

Il perdurare degli atti persecutori posti in essere nei confronti delle zie materne, così come verso i loro familiari, determinavano una vera e propria situazione di pericolo per la loro incolumità personale, tanto che entrambi i nuclei familiari si trovavano costretti a modificare le proprie abitudini quotidiane di vita, trasformandole via via in uno vero e proprio stato d’ansia e di continua paura.

Le risultanze investigative acquisite nel corso della incessante attività investigativa condotta dal Norm CC di Carrara e dalla Stazione CC di Fosdinovo  grazie anche all’ausilio e supporto dei Carabinieri di Sarzana, permettevano di fornire al PM titolare del fascicolo processuale, Roberta Moramarco, precisi elementi di prova a riscontro della condotta posta in essere da R.M., ma soprattutto circa la sua pericolosità sociale, probabilmente acutizzata dal costante uso di sostanze stupefacenti, cui il giovane era dedito. La Procura della Repubblica di Massa (MS), acquisiti gli innumerevoli elementi a riprova, stante (pericolosità sociale e la possibile reiterazione dei reati) avanzava e otteneva dal Gip del Tribunale di Massa, l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere. Nel frattempo, R.M. si rendeva autore in Massa (MS) di tre tentativi di furto di autovetture, in prossimità del centro commerciale Carrefour, per il quale veniva denunciato dal personale della locale Questura. Negli stessi giorni lo stesso veniva inoltre fermato da una volante alla guida di una Mercedes Benz CLK, in evidente stato di alterazione psicofisica per assunzione di sostanze stupefacenti, per il quale gli veniva ritirata la patente di guida, nonché posta in sequestro l’autovettura.

Dopo l’emissione dell’ordine di custodia cautelare R.M. sentitosi braccato dalle forze dell’ordine, poneva in essere veri e propri accorgimenti con la sola finalità di rendere difficoltosa la propria individuazione. L’attività di ricerca si rendeva particolarmente difficoltosa visto che il giovane si era disfatto del telefono cellulare, non risultava possedere alcuna autovetture di proprietà ne risultava mantenere più una residenza anagrafica ne tantomeno un domicilio conosciuto. La sua presenza veniva più volte segnalata sia nel centro di Massa, ove lo stesso fino a pochi giorni prima manteneva una relazione sentimentale con una ragazza dell’est, sia nei centro di Sarzana, ove vantava ancora numerose amicizie e pertanto verosimilmente sostegni logistici. Da informazioni acquisite si apprendeva che R.M. in questi giorni era solito spostarsi con taxi o chiedere passaggi di fortuna. L’incessante ricerca, il monitoraggio delle zone d’interesse e l’attività informativa, supportata da servizi di osservazione dinamica nelle zone solitamente da lui frequentate, permetteva d’individuarne la presenza il giorno 3 ottobre a Caniparola di Fosdinovo e subito dopo Colombiera di Castelnuovo Magra . Al fine di rendere difficoltosa la propria individuazione lo stesso risultava aver sostanzialmente modificato il proprio aspetto esteriore, facendosi un taglio di capelli alternativo (capigliatura alla Moicana), che sebbene apparisse di particolare impatto visivo, lo rendeva del tutto diverso dalla persona conosciuta. Come detto, il giorno 3 ottobre R.M. veniva definitivamente localizzato nel centro di Sarzana, dove veniva tratto in arresto in esecuzione del provvedimento restrittivo, con successiva reclusione presso la Casa Circondariale di La Spezia.

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