Dopo aver percorso oltre 12mila chilometri tra Africa ed Europa, attraversando il Sahara e il Mediterraneo, una coppia di Averla piccola è tornata a nidificare esattamente nello stesso punto dell’anno scorso. L’eccezionale evento è stato documentato all’interno di Oasi Dynamo, la riserva affiliata al WWF situata sull’Appennino pistoiese.
I due piccoli passeriformi, dal peso di appena 28 grammi, sono stati riconosciuti grazie agli anelli identificativi e immortalati sul medesimo posatoio di caccia attraverso le fototrappole installate nell’area protetta. La femmina, soprannominata “Ca” e inanellata nel 2024, è giunta al suo terzo anno riproduttivo nella riserva. Il maschio “Ac”, inanellato nel 2022, rappresenta invece uno degli esemplari più longevi mai monitorati nel sito.
La scoperta è stata resa possibile grazie alla tecnica della “ricattura fotografica”, una metodologia scientifica non invasiva avviata nel 2018. Il sistema utilizza fototrappole abbinate a posatoi artificiali, consentendo ai ricercatori di monitorare gli spostamenti e il comportamento degli uccelli senza arrecare disturbo agli animali.
L’Averla piccola (Lanius collurio) è una specie protetta dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea ed è considerata un importante indicatore della qualità ambientale. Negli ultimi anni la popolazione europea ha subito un forte declino a causa dell’agricoltura intensiva e della progressiva perdita degli habitat rurali tradizionali.
Il progetto scientifico è coordinato da Oasi Dynamo sotto la guida di Giulia Santalmasi e Matteo Bianchi, in collaborazione con l’associazione Progetto Migratoria e con il supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Le attività vengono svolte con l’autorizzazione della Regione Toscana e di ISPRA.
I risultati della ricerca, che confermano la straordinaria fedeltà al sito di nidificazione di questi migratori transahariani, sono già stati presentati durante il V International Shrike Symposium in Portogallo.
Nei prati dell’Oasi Dynamo, intanto, la nuova stagione riproduttiva della coppia è ufficialmente iniziata, offrendo nuove opportunità di studio e un importante segnale positivo per la conservazione della biodiversità sull’Appennino toscano.
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