Amici mai, cantava Antonello Venditti. Solo che poi diceva “per chi si cerca come noi”. Solo che in questo caso a Palazzo Vecchio per Avs-Ecolò e Italia Viva vale solo “amici mai”. Un po’ come cane e gatto, salvo eccezioni. Eppure a pochi metri da Palazzo Vecchio, in Regione, i due partiti stanno insieme nel nome del campo largo voluto da Eugenio Giani. “Il problema è il tragitto tra Palazzo Strozzi Sacrati e Palazzo Vecchio”, sorride beffardo qualcuno. Cerchiamo di capirci qualcosa in più con i capogruppo Caterina Arciprete (Avs-Ecolò) e Francesco Grazzini (Iv).
Allargare la maggioranza a Palazzo Vecchio includendo Iv è impossibile?
Arciprete: “Noi non siamo favorevoli a un ampliamento della maggioranza, c’è poca compatibilità valoriale con un allargamento verso Italia Viva”.
Grazzini: “Noi dall’inizio del mandato stiamo facendo un’opposizione costruttiva, voto per voto, su ogni delibera scegliamo cosa votare. Non abbiamo da difendere, per fortuna, logiche di partito, di schieramento”.
Eppure in Regione il campo largo c’è.
Arciprete: “I tragitti sono diversi, sono anche partiti in modo diverso. A Palazzo Vecchio siamo entrati in questa coalizione anche perché non essendoci Iv potevamo offrire all’elettorato idee, progetti, una visione di città fortemente progressista che non sarebbe possibile attuare avendo all’interno della coalizione esponenti di Iv”.
Grazzini: “In Regione ciò che cambia è il ruolo che abbiamo avuto alle elezioni. A Palazzo Vecchio ci siamo presentati con Stefania Saccardi, con una serie di proposte alternative, in Regione dove invece eravamo dentro la coalizione di Giani. Anzi siamo stati l’elemento riformista più importante della coalizione Giani”.
Una cosa che vi piace dell’altro gruppo?
Arciprete: “Sono corretti da un punto di vista istituzionale e non fanno un tipo di opposizione distruttiva. Ci troviamo bene personalmente, ma ciò non toglie che rimane una grande diversità in merito alle politiche da attuare”.
Grazzini: “Personalmente sto costruendo degli ottimi rapporti. Cerchiamo di tenere un dialogo positivo. Ora farei fatica a individuare altro (ride)”.
L’aspetto su cui proprio non riuscite ad andare d’accordo? Non abbiamo un’ora di tempo però, vi avviso.
Arciprete: “Innumerevoli. Posso ricondurli tutti a una posizione estremamente liberista rispetto a tutto ciò che riguarda la città, quindi abbiamo visto gli affitti brevi, per esempio, ma anche alle politiche internazionali, come per esempio le posizioni che hanno avuto sulla Palestina”.
Grazzini: “Sugli affitti brevi abbiamo fatto una battaglia per tutelare la proprietà privata dei cittadini fiorentini. Sulla tutela della ‘casa della nonna’ siamo d’accordo con la sindaca ma non con Avs. Poi un’altra cosa su cui non siamo d’accordo è dare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese (relatrice Onu ndr), ma anche qui la sindaca è d’accordo con noi e non con Avs”.
È più facile che la Fiorentina vinca il terzo scudetto o che si trovi una posizione comune sul tema aeroporto?
Arciprete (Ride): “Guardi, la Fiorentina farà grandi cose”.
Grazzini: “Direi la Fiorentina che vince il terzo scudetto!”.
Cambierà qualcosa dopo le politiche 2027?
Arciprete: “Dal nostro punto di vista c’è veramente molta differenza. A volte, lo dico sorridendo, abbiamo più similitudini con delle posizioni di Fdi. Quindi gli esponenti di Iv devono cambiare molto: salario minimo, penso al caso del garante dell’infanzia Scaramelli. Se cambiano idee politiche allora è diverso”.
Grazzini: “Non ne ho idea, dipende anche dai risultati. Ma io non ho l’angoscia di cambiare. Sono sereno di fare opposizione in questa maniera. Se qualcuno vorrà cambiare si aprirà un dialogo. Se c’è un desiderio figuriamoci se non ci mettiamo a sedere: ma finché non c’è questo desiderio noi facciamo opposizione costruttiva”.
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