Baby ladro di 12 anni ruba 350 euro a un passante

PRATO – Ladro già a 12 anni. E’ stato il bambino insieme a un complice di poco più grande a scippare ieri pomeriggio in via Protche un uomo di 70 anni. I due bulli lo hanno avvicinato alle spalle e gli hanno sfilato dalla tasca dei pantaloni il portafoglio con una destrezza disarmante. «Almeno ridatemi i documenti», ha gridato a gran voce il professore Giacomo Grassi, inseguendo i ladruncoli fino a piazza Ciardi. Erano troppo veloci, avvantaggiati dalla giovane età: uno non aveva più di 12 anni.

La vittima si è dovuta arrendere mentre li vedeva sparire da via Mazzoni verso piazza del Mercato Nuovo. Lo scippo è avvenuto poco dopo le 18, in una zona frequentata e di passaggio. Grassi, a parte la rabbia per l’accaduto, non ha riportato conseguenze fisiche. Nel portafoglio aveva 350 euro in contanti, i documenti, e tutte le carte di credito. E’ stato soccorso da alcuni testimoni che hanno visto bene in faccia i balordi, e da una volante della polizia. «Erano due ragazzini – spiega una testimone – Uno avrà avuto 11-12 anni al massimo, un’età da scuola media, l’altro era di poco più grande e aveva la barbetta. Sembravano nomadi».

Un’informazione importante per la polizia che si è messa sulle tracce dei ragazzini terribili. Il caso ha voluto che sul viale Galilei, nel dehor di un bar, si fosse accampata una famiglia di origini nomadi fra i quali c’era pure un bambino di quell’età. Le volanti si sono riversate in viale Galilei ma il bambino, appena ha visto gli agenti, è scappato veloce come una lepre in direzione del centro. Aveva una felpa blu e dei jeans chiari, lo stesso abbigliamento indicato dalla testimone. I poliziotti si sono messi a rincorrerlo mentre il ragazzino sgusciava rapido in mezzo ai passanti riuscendo a nascondersi e a eludere gli inseguitori con una furbizia disarmante. L’inseguimento è andato avanti per circa un’ora con i passanti che indicavano ai poliziotti la via di fuga della piccola peste. «E’ un bambino, non può stare solo», ha detto un poliziotto alla madre del fuggitivo. La donna non se n’è fatta né in qua né in là, continuando a sbraitare che «suo figlio non aveva fatto nulla di male».