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Baldini (FI Toscana): “Dal fronte del NO solo falsità, ora serve un cambio di passo”

Duro atto d’accusa dell’avvocato Eros Baldini contro le modalità della campagna referendaria portata avanti dagli oppositori della riforma della giustizia. “Disinformazione sistematica e toni aggressivi – sostiene – hanno superato ogni limite di correttezza democratica”.

«La campagna referendaria è stata trasformata in un terreno di scontro privo di regole, dominato da menzogne e mistificazioni». È una presa di posizione netta quella dell’avvocato Eros Baldini, responsabile del Dipartimento Giustizia e Affari costituzionali di Forza Italia per la Toscana, che interviene pubblicamente per denunciare, a suo giudizio, la deriva assunta dal fronte del NO.
Secondo Baldini, il dibattito sul referendum avrebbe progressivamente perso ogni forma di equilibrio: «Una competizione politica – spiega – dovrebbe svolgersi nel rispetto di norme condivise. Invece abbiamo assistito a una sequenza interminabile di fake news, comunicazioni aggressive e allarmi infondati su presunti attacchi alla Costituzione o ritorni al passato».
L’esponente azzurro parla apertamente di una strategia finalizzata ad affossare la consultazione popolare «con qualsiasi mezzo», alimentando paure e scenari catastrofici. Una condotta che, a suo dire, sarebbe stata criticata anche all’interno della stessa magistratura e di settori del centrosinistra.
Nonostante questo clima, Baldini rivendica la linea tenuta finora dai sostenitori del Sì: «Abbiamo sempre condotto una campagna corretta e rispettosa. Continueremo a farlo, ma non possiamo più fingere che dall’altra parte esista un confronto leale».
Nel mirino finisce anche l’Associazione nazionale magistrati, accusata di essersi trasformata, negli anni, da ordine dello Stato a sistema di potere organizzato in correnti. «Un meccanismo – sostiene – che condiziona carriere e decisioni non sulla base del merito, ma dell’appartenenza, e che spesso interviene nel dibattito politico travalicando i propri confini istituzionali».
Parole durissime anche nei confronti della sinistra, definita “beneficiaria” di questo assetto: «Molti cosiddetti riformisti hanno rinnegato le proprie battaglie storiche pur di schierarsi contro la riforma, arrivando persino ad attaccare i loro stessi iscritti favorevoli al Sì».
Baldini riconosce invece il coraggio di quei militanti e rappresentanti del centrosinistra che, in autonomia, hanno scelto di sostenere il cambiamento: «A loro va rispetto e onore – conclude – perché dimostrano che esiste ancora un’idea alta di giustizia e di responsabilità civile».


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