Balneabilità dei mari versiliesi, Marchetti (FI): «Tranquilli gente, ci pensa la Regione. Sì: ma due anni dopo…»

VERSILIA – «Divieto di balneazione sì, divieto di balneazione no, uso del paracetico tra favorevoli e contrari… ma che si discute a fare, in Versilia? Tranquilli, gente! Ci pensa la Regione! Con due anni di ritardo, però…» A ironizzare ma con dosi massicce di amarezza è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che ieri, con suo profondo sconcerto, ha ricevuto sulla posta elettronica come tutti i dipendenti del Consiglio regionale le note di attuazione della giunta toscana relative a due mozioni – la 378 In merito all’emergenza qualità acque balneari Apuo Versiliesi e la 442 In merito all’inquinamento delle acque di balneazione ed alle ricadute in termini turistici – risalenti niente po’ po’ di meno che al giugno e al luglio 2016. Sì: due anni fa.

«All’inizio ho pensato di aver sbagliato a leggere – racconta Marchetti che per non perdere le staffe si passa ripetutamente una mano tra i capelli – poi mi sono irritato. Poi mi è venuto il dubbio che si fossero verificati un errore di scrittura o un problema nell’iter di approvazione delle mozioni. Non era nessuno dei due casi, sono andato a vedere di persona. Le due mozioni sono effettivamente del giugno e luglio del 2016 e sono state approvate così: la 378 all’interno della Quarta Commissione nella seduta del 15 giugno 2016, secondo quanto mi dice il Burt n. 29 parte II del 20 luglio di quell’anno; la 442 è invece stata approvata in aula nella seduta del 27 luglio 2016, e lo evinco dal resoconto d’aula che riporta l’esito delle varie sedute».

E allora, dov’è la magagna? «Possibile – si domanda – che non vi sia un tempo limite entro cui la giunta si deve esprimere a seguito dell’approvazione, da parte del Consiglio regionale, di un atto di indirizzo soprattutto su questioni contingenti e immediate? Intendo approfondire la questione sotto il profilo procedurale, sono in attesa su questo di verifiche da parte dei miei uffici. Se anche però non ci fosse un tempo limite di regolamento – conclude Marchetti – a casa mia questo si chiama prendere di tacco i territori e i loro problemi. Lo stato di salute delle acque di balneazione, in Versilia come in tutta la costa toscana, non è certo un fatto secondario per l’ambiente e per le economie di zona. Tempi di reazione così dilatati da parte della Regione, che si concentra oggi su emergenze del 2016, oltre a sfidare il senso del ridicolo di certo non sono giustificabili né compatibili con le esigenze di governo dei territori».