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Banche, a Prato e Pistoia spariti oltre metà sportelli

A Prato e Pistoia “nel periodo 2013-2025 gli sportelli bancari si sono più che dimezzati”, “in provincia di Pistoia si è passati da 180 sportelli a 86, con una riduzione del 52,2%, mentre in provincia di Prato si è scesi da 134 a 59 sportelli, pari a un calo del 56,0%”. A dichiarlarlo, i una nota, Leonardo Bardi, segretario generale Fisac Cgil Prato e Pistoia. “Un arretramento così marcato in un arco temporale, comunque, significativo evidenzia una trasformazione profonda e strutturale del sistema bancario, che sta progressivamente abbandonando i territori – ha proseguito il sindacalista – ma oggi il problema non è più soltanto la riduzione degli sportelli: in diversi territori si è già arrivati alla loro totale scomparsa. In provincia di Pistoia due Comuni risultano completamente privi di sportelli bancari: Marliana e Sambuca Pistoiese. A questi si aggiungono quattro Comuni che dispongono di un solo sportello – Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montale e Uzzano – e che quindi si trovano in una condizione di forte fragilità e a rischio desertificazione nel breve periodo. La situazione è critica anche in provincia di Prato, dove i Comuni di Cantagallo e Vernio sono già rimasti senza alcun presidio bancario”. Secondo Bardi “sempre più spesso, alla chiusura degli sportelli viene affiancata l’installazione di Atm evoluti, presentati come soluzione alternativa: si tratta però di strumenti che non possono sostituire il rapporto diretto con il personale e che, non di rado, presentano problemi di funzionamento, lasciando i cittadini privi di un servizio effettivo. A questo si aggiunge la costante riduzione dell’occupazione nel settore, che impoverisce ulteriormente i territori anche dal punto di vista lavorativo e professionale. Come Fisac Cgil di Prato e Pistoia denunciamo da anni questa situazione, più volte portata avanti insieme alle istituzioni locali ma rimasta inascoltata dal settore bancario, che prosegue nella riduzione della propria presenza sui territori pur a fronte di un forte aumento degli utili”. “Chiediamo alle banche di assumersi una responsabilità sociale nei confronti delle comunità in cui operano e alle istituzioni di intervenire per contrastare un fenomeno che rischia di accentuare disuguaglianze già profonde”, ha concluso.

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