#BastaBufale: come riconoscere le fake news

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ROMA (di Giacomo Bernardi)  – #BastaBufale. Questo è l’appello lanciato da Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, per combattere le notizie false che stanno seriamente minacciando la corretta informazione sul web. Un fenomeno in costante crescita, quello delle fake news, di cui spesso si sottovalutano le conseguenze. “Il tema riguarda tutti i cittadini – sottolinea la Boldrini – e tocca un principio cardine della nostra società democratica: il diritto ad un’informazione veritiera. Le bufale  – continua – non sono goliardate, provocano danni reali alle persone. Basti pensare, ad esempio, a quelle sui vaccini pediatrici, su fantomatiche terapie o le frequentissime truffe online”.

L’appello della presidente della Camera è rivolto ai maggiori canali d’informazione, ai social network, alle università, alle imprese, ai personaggi più in vista e ai blogger, spesso ‘portatori insani’ di fake news. Molti di loro hanno prontamente aderito alla campagna, sensibilizzando gli utenti tramite i loro profili social, tra i più attivi Fiorello, Gianni Morandi, Carlo Verdone, Francesco Totti, Claudio Amendola e Ferzan Ozpetek.

La fabbricazione di false notizie è sempre esistita – aggiunge la Boldrini – ma l’impatto che può avere con il web è potenzialmente sconfinato. Le bufale con fini di lucro o di propaganda politica rappresentano spesso l’anticamera dell’odio, un vero e proprio pericolo per l’intero sistema democratico”. Già, perché con le fake news si guadagna e le notizie da diffondere devono essere ‘popolari’, gettare benzina sul fuoco, toccare gli argomenti più caldi e creare dibattito. Questo è stato ben evidenziato anche da Le Iene, il noto programma di Italia 1 che ha condotto un’inchiesta proprio sulla diffusione virale delle bufale. I giornali, se così si possono chiamare, diffusori di notizie false riescono a guadagnare cifre impensabili tramite la vendita di pubblicità sui loro visitatissimi siti e con i click che arrivano dai social network sui post condivisi. Un fenomeno che alimenta odio, discriminazione e riesce perfino a spostare voti e opinioni. Un vero e proprio business, difficilmente arginabile e seriamente pericoloso.

Nemmeno i grandi poteri di Facebook e Google possono limitare i danni filtrando le notizie, la vera differenza sta nel comportamento dei singoli utenti. E’ di fondamentale importanza saper riconoscere una bufala, evitando così di condividerla e segnalandola immediatamente. Ecco alcuni consigli per individuare le fake news:

  • Controllare il nome del dominio: le fabbriche di fake news utilizzano, solitamente, nomi molto simili a quelli dei principali giornali. Spesso la differenza è minima, anche una lettera o un simbolo, è necessario prestare molta attenzione e leggere solo notizie di quotidiani affidabili.
  • Attenzione al titolo: i titoli delle bufale sono spesso enfatici ed esagerati, per condurre l’utente a cliccare incuriosito sul post. Una tecnica definita click bating utilizzata da molti siti per aumentare il numero di visitatori.
  • Ricerca sul web: è consigliabile sempre verificare la veridicità di una news, tramite una ricerca incrociata e consultando anche i cosiddetti ‘siti anti-bufale’, dei veri e propri portali aggiornati con tutte le fake news diffuse. Uno dei principali è www.bufale.net.

Per difendere il nostro diritto alla corretta informazione sarebbe inoltre opportuno rimuovere e segnalare alle autorità competenti gli account che postano notizie false, combattendo con ogni arma la diffusione di bufale. Con l’appello della Boldrini è stata lanciata anche una petizione per sconfiggere le notizie false e migliorare l’informazione sul web che sta raccogliendo decine di migliaia di firme. Il sito da visitare per aderire e firmare la petizione è www.bastabufale.it.

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