Un intervento rapido e decisivo ha salvato la vita a un uomo di 92 anni nei giorni scorsi a Batignano, frazione del Comune di Grosseto, riportando l’attenzione sull’importanza dei defibrillatori automatici esterni e della formazione dei cittadini.
L’uomo è stato colto da un malore improvviso e a intervenire per prima è stata Manuela Vergari, che ha utilizzato il DAE messo a disposizione dall’amministrazione comunale, riuscendo a stabilizzarlo in attesa dei soccorsi. Un gesto che evidenzia come la presenza capillare di questi dispositivi, unita alla capacità di utilizzarli, possa essere determinante nei casi di arresto cardiaco.
Negli anni il Comune ha investito nella diffusione dei defibrillatori anche nelle frazioni, considerandoli presidi fondamentali per la sicurezza collettiva. Ma l’episodio riaccende anche il tema della tutela di questi strumenti, troppo spesso oggetto di atti vandalici che ne compromettono l’utilizzo. Danneggiare un DAE significa infatti ridurre concretamente le possibilità di salvare una vita.
Accanto alla necessità di proteggere i dispositivi, resta centrale anche il tema della formazione: sapere utilizzare un defibrillatore non è una competenza per pochi, ma un’abilità che può fare la differenza in situazioni di emergenza.
“È successo tutto molto velocemente – ha raccontato Vergari -: sono stata chiamata da un vicino di casa e arrivata sul posto ho visto l’uomo a terra. Ho capito subito che dovevo intervenire. Ho iniziato con le manovre di rianimazione. Dopo circa trenta compressioni, il signore ha ripreso a respirare. A quel punto l’ho posizionato in modo da evitare che potesse soffocare, restando con lui fino all’arrivo dell’ambulanza. Anche i soccorritori sono stati davvero molto efficienti. In quei momenti non si pensa, si agisce e basta: sono felice di aver potuto dare una mano”.
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