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Beko, ultimo giorno a Siena: ora la sfida della reindustrializzazione

SIENA – Si chiude oggi una pagina storica dell’industria toscana con l’uscita definitiva di scena di Beko dallo stabilimento di viale Toselli, a Siena. Un addio che segna la fine della produzione ma che, nelle intenzioni delle istituzioni, apre una nuova fase fondata sulla reindustrializzazione del sito. Un futuro ancora tutto da costruire, sostenuto dagli accordi firmati al tavolo del Mimit per la tutela dei lavoratori.
Per l’ultimo giorno di attività era presente anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha voluto salutare simbolicamente una realtà che ha segnato per decenni la manifattura senese. “La vicenda Beko riguarda l’intera Toscana – ha dichiarato – perché questo è uno degli stabilimenti simbolo della nostra produzione industriale. Parliamo del più grande impianto manifatturiero di Siena”.
Con l’acquisto dell’immobile da parte di Invitalia, si apre ora una nuova partita. “Abbiamo un contenitore pubblico – ha spiegato Giani – e dobbiamo dare uno scatto decisivo per attrarre un’imprenditoria solida, capace di investire in produzioni con un reale sbocco di mercato e una prospettiva di lungo periodo. Serve un vero gioco di squadra tra istituzioni per individuare un soggetto in grado di garantire futuro e occupazione”.
Il presidente ha richiamato l’attenzione sulla necessità di puntare su settori strategici, come quello delle energie rinnovabili, su cui la Regione sta investendo con decisione. “Alcuni soggetti si sono già fatti avanti – ha aggiunto – ma la loro solidità va attentamente verificata. Oggi non ci sono più i vincoli legati ai canoni d’affitto che c’erano con Beko e, dal punto di vista logistico, la posizione è estremamente favorevole, a ridosso della Superstrada. Sono elementi su cui dobbiamo costruire l’attrattività del sito”.
Accanto a Giani anche Valerio Fabiani, consigliere speciale per lavoro e crisi aziendali, che ha riepilogato i contenuti dell’intesa raggiunta al tavolo ministeriale. Con la chiusura della produzione scattano 24 mesi di ammortizzatori sociali. In questo periodo proseguiranno le uscite del personale esclusivamente su base volontaria, con incentivi economici, servizi di outplacement e misure a carico della parte privata.
“La priorità – ha sottolineato Fabiani – è investire su chi resterà e non lasciare indietro nessuno”. La Regione accompagnerà i lavoratori attraverso un percorso già condiviso con i sindacati nell’ambito del progetto Gol: prima una profilazione delle competenze, poi la formazione. Un passaggio fondamentale anche in vista della futura reindustrializzazione, perché il capitale umano rappresenta uno degli asset principali del complesso che verrà proposto sul mercato.
Una fase successiva sarà dedicata alla formazione mirata, costruita sui piani industriali del nuovo investitore che dovrà subentrare nello stabilimento di viale Toselli, a Siena.
Ma il conto alla rovescia è già iniziato. “Ventiquattro mesi passano in fretta – ha avvertito Fabiani – e serve un’accelerazione vera sulla reindustrializzazione. Oltre al lavoro dell’advisor privato incaricato da Beko, ora che anche Invitalia è parte attiva con l’acquisizione dell’immobile, è necessario attivare uno scouting pubblico per individuare al più presto investitori affidabili e piani industriali credibili. Solo così potremo dare una prospettiva concreta al sito di viale Toselli”.

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