“Bene che le procure accertino se ci sono stati ritardi e negligenze, ma il Consiglio regionale non può disinteressarsi dell’ecatombe nelle Rsa toscane.

Firenze – “ Bene che le Procure che facciano i loro passi e accertino se ci sono stati ritardi e negligenze, ma la politica ed il Consiglio regionale non possono disinteressarsi dei tanti morti e degli innumerevoli contagiati nelle Rsa toscane. Le ordinanze sono state emesse dalla Giunta regionale e che le Rsa siano pubbliche o private non cambia nulla perché il sistema sanitario è di competenza della Regione Toscana. Il Consiglio ha il dovere di sapere come è stata gestita la situazione nelle residenze sanitarie assistenziali, come sono state applicate le ordinanze, se sono state tempestive, se il personale delle Rsa è stato dotato di adeguati dispositivi di protezione individuale, se le singole Rsa hanno rispettato i protocolli -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi- C’è bisogno di fare luce sull’intera gestione dell’emergenza nelle case di riposo, per un dovere nei confronti dei familiari delle persone decedute e perché in un sistema sanitario trasparente bisogna dare risposte immediate. Rilancio con forza la richiesta, rivolta al Presidente Giani, di una Commissione d’inchiesta regionale sulle Rsa”.

Dall’inizio dell’epidemia nelle Rsa sono morte per coronavirus 42 persone (dati riferiti al 7 aprile): 18 nelle strutture del territorio dell’Asl centro, 15 nell’Asl nord ovest e 9 nel territorio dell’Asl toscana sud est. Casi accertati, di cui è stata verificata la positività mediante il tampone. Ma oltre ai 42 morti sottoposti a test, ce ne sono altri, magari deceduti con patologie pregresse, di cui non è stata accertata la positività al virus perché non è stato possibile fare loro il tampone.

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