Betti salvato in zona Cesarini ma Viareggio è ormai fallita

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VIAREGGIO (Stefano Piccolomini) –  Per chi un po’ mastica di calcio e affini, Renato Cesarini, calciatore mezzo italiano e mezzo argentino, è famoso per la sua capacità, tutta di conio giornalistico, di risolvere le partite negli ultimissimi minuti.

A lui, mezz’ala juventina della metà degli anni trenta, si deve uno dei più famosi neologismi sportivi del secolo scorso. Non sappiamo per quale squadra tifi il sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, ma da ieri, il suo team molto deve al ripensamento, proprio in “zona Cesarini”, del consigliere David Zappelli. Quello che sembrava ormai irrecuperabile, cioè l’esperienza amministrativa della giunta di centrosinistra scelta, non dimentichiamolo mai, da oltre il 70 per cento degli elettori, solo un anno fa, ieri pomeriggio, in un consiglio comunale teso, difficile e molto duro,  è stata salvata.

Sopravvissuta tra milioni di magagne, 53 per la precisione; una maggioranza che continua a perdere pezzi, il caso della consigliera Mei è esemplare; i nervi saltati a qualche membro della maggioranza, Favilla su tutti e soprattutto, una dichiarazione di dissesto, conseguente all’approvazione del bilancio consuntivo 2013, che è oramai certa.13 consiglieri su 25 hanno dato fiducia ai conti presentati dall’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli e a quelli del ragioniere capo, Santoro. Una ben poca soddisfazione, come se al condannato a morte fosse stato concesso il diritto alla forca o alla ghigliottina. Ma tant’è. Viareggio è al collasso. “Una bomba ad orologeria” come ha preferito definirla il sindaco de la fu “Perla del Tirreno”.
Ieri, finalmente, ne hanno preso tutti atto. Le categorie economiche, i carristi, i lavoratori dellla Patrimonio senza stipendio, le decine di cittadini che affollavano l’aula consiliare. Ecco, allora, forse più che Renato Cesarini, Betti e compagni ricordano lo sconosciuto attaccante salvadoregno Luis Ramírez Zapata.
Luis, segno’ il 15 giugno 1982, nel piccolo stadio di Elche, l’unico gol della storia dei mondiali per il suo paese. All’ 82’ sul risultato di 10 a 0 per l’Ungheria. La più grande sconfitta della storia della coppa del mondo. Nello stesso torneo nel quale l’Italia si laureava per la terza volta campione.

Riconoscere che siamo nel precipizio è riconoscere il fallimento di venti anni di amministrazione. E ora ?

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