“Matteo Biffoni non solo è ineleggibile ma è pure incandidabile”. La dichiarazione arriva da Jonathan Targetti, candidato sindaco a Prato per “L’alternativa c’è”, e rafforza quanto già sostenuto nei giorni scorsi sul tema del possibile terzo mandato. Questa volta, però, il giudizio si basa anche su un parere legale richiesto a un amministrativista, Federico Tedeschini.
Secondo quanto riferito da Targetti, Tedeschini avrebbe evidenziato come “alla luce dell’analisi normativa e della giurisprudenza riportata” si possa ritenere “con ragionevole certezza” la presenza di una causa di incandidabilità — e comunque di ineleggibilità — per Matteo Biffoni in vista delle prossime elezioni comunali a Prato.
Il nodo centrale riguarda il cosiddetto periodo di “raffreddamento”: secondo il parere legale, non sarebbe trascorso un quinquennio completo con un’altra amministrazione, requisito ritenuto necessario per consentire una nuova candidatura. Di conseguenza, un eventuale terzo mandato consecutivo sarebbe considerato “contra legem”.
“La nostra città non può permettersi ulteriore caos amministrativo dopo la difficile parentesi del commissariamento”, ha dichiarato Targetti, sottolineando le possibili ripercussioni istituzionali della vicenda.
Sul tema è intervenuta anche Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, che ha annunciato di aver richiesto un parere all’Avvocatura dello Stato. L’obiettivo è chiarire se, alla luce delle sentenze e dell’orientamento giurisprudenziale, sia possibile un terzo mandato dopo una breve interruzione come nel caso di Prato, caratterizzato da circa un anno di amministrazione Bugetti e meno di un anno di commissariamento.
Mazzetti ha inoltre chiesto se Biffoni possa essere effettivamente considerato incandidabile o ineleggibile e quali sarebbero le conseguenze in caso di elezione seguita da una eventuale decadenza, compresa l’ipotesi di un nuovo commissariamento del Comune.




