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Bimba dimenticata in auto e morta, un dramma che si ripete: oggi l’autopsia. Proposte per sistemi salvavita

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AREZZO – Il pm Andrea Claudiani, titolare del fascicolo d’inchiesta sul caso della bimba di soli 16 mesi morta ieri in auto dove la mamma, Ilaria Nardini, 28enne dipendente comunale, l’aveva dimenticata prima di andare al lavoro, è rimasto nella caserma dei carabinieri di Castelfranco di Sopra fino alla tarda sera per interrogarla. Da quanto emerso la donna, accompagnata dal marito e dal suo legale, l’avvocto Andrea Frosali, avrebbe confermato di essere stata convinta di aver portato la figlia all’asilo nido. Tra le ipotesi accusatorie l’omicidio colposo e l’abbandono di minore. Oggi il pubblico ministero affiderà l’incarico al medico legale per l’autopsia sul corpo della piccola, anche se sembra scontato che la bimba sia passata dal sonno alla morte.

Una tragedia che si ripete, purtroppo, quella della morte di un figlio per mano, inconsapevole, di un genitore. Molti i casi riportati dall’Ansa. Nel luglio del 1998 a Catania un ingegnere, 37 anni, parte da casa verso le 8 di mattina con il figlio più piccolo (ha altri due gemelli di quattro anni) legato sul seggiolino per bambini nel sedile posteriore. Lo deve lasciare all’asilo per poi andare al lavoro. Andrea, due anni, si addormenta e il padre si dimentica di lui, invece di lasciarlo a scuola tira dritto e parcheggia l’auto davanti allo stabilimento dell’azienda in cui lavora. La moglie, avvocato, verso le 14 chiama il marito che, solo a quel punto, si rende conto di ciò che ha fatto. Corre all’auto, che nel frattempo è diventata la tomba rovente di Andrea, morto ustionato e asfissiato.Il 30 maggio del 2008 a Merate (Lecco) la piccola Maria compie due anni. La mamma, un’insegnate, deve andare al lavoro, la festa è rimandata alla sera quando con il marito, astronomo, e gli altri due figli si ritroveranno a casa. La donna parte in auto con la bimba per portarla a casa della baby sitter. Ma arriva direttamente a scuola e lascia Maria in auto. Quando alle 13 la baby sitter chiama la donna per sapere come mai non le è stata portata Maria la madre si rende conto che la bimba è rimasta in auto e la trova agonizzante. Morirà poco dopo. E’ il 23 maggio del 2011 e la scena si ripete, questa volta a Teramo. Il padre di Elena, 22 mesi, docente universitario alla facoltà di veterinaria di Teramo invece di portare la figlia all’asilo la dimentica in auto. La ritrova alle 13 già senza conoscenza, la bambina morirà dopo tre giorni di coma in terapia intensiva. La donazione dei suoi organi ha aiutato a vivere altri tre bambini. Il 28 maggio del 2011, solo cinque giorni dopo Elena, a Passignano sul Trasimeno (Perugia), con le stesse modalità, trova la morte Jacopo, 11 mesi. La mamma fa la psicologa nella scuola dove c’è anche il nido che tutti i giorni accoglie Jacopo. Quella mattina è il padre però a dover portare il bimbo a scuola, ma lo dimentica in auto e lì dopo alcune ore lo ritrova morto asfissiato. Nel giugno del 2013, a Piacenza Luca, 2 anni, viene dimenticato legato al seggiolino in auto sotto al sole per 8 ore dal padre. Per la sua morte l’uomo sarà scagionato perché in preda ad un”amnesia dissociativa’. Il 10 dello stesso mese a Grosseto viene, invece, evitata la tragedia. Alcuni passanti notano una bambina di 2 anni dentro l’auto che il padre aveva lasciato in un parcheggio al sole prima di andare a lavorare, convinto di aver portato, come di consueto, la piccola al nido. La bimba soccorsa accusa solo un colpo di calore E’ ancora giugno ma 2015 quando a Vicenza una coppia ivoriana con altri 5 bimbi lascia in auto a 40 gradi la figlia di 17 mesi. Gioia muore per una tragica disattenzione: i genitori ritenevano che ad accudirla sarebbero stati i fratelli più grandi e viceversa.

Tante le iniziative e le proposte avanzate sia a livello regionale che in Parlamento per rendere obbligatorio un sistema di allarme che segnali la presenza di un bambino in auto, come il dispositivo  ‘seggiolino salva bimbi’ che segnala la presenza del bambino nel seggiolino quando si spegne il motore e si chiude la portiera dell’automobile. La proposta di legge propone, dunque, una modifica all’articolo 172 del codice della strada per rendere obbligatoria l’adozione di un sistema che segnali la presenza di un bambino nel seggiolino a bordo del veicolo.
 

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