Blitz in un allevamento lager: trovato gattino agonizzante

AREZZO- Giunti sul posto,  i Carabinieri del Nas di Firenze congiuntamente ai colleghi del gruppo Ambiente della Sezione di PG Carabinieri della Procura di Arezzo e al dipartimento Arpat di Arezzo si sono trovati di fronte andava ben oltre ogni possibile previsione. Il proprietario e autore di tutto questo, un cittadino italiano, è stato denunciato per i seguenti reati: realizzazione e gestione di discarica illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, gestione illecita di rifiuti speciali, maltrattamento di animali e detenzione di animali in condizioni incompatibili e produttive di gravi sofferenze.

Oltre 60 ovicaprini sorpresi a brucare all’interno di una superficie quasi completamente invasa da eternit sbriciolato e da altri rifiuti principalmente costituiti da rottami ferrosi taglienti, scarti delle lavorazioni edili, materiali isolanti, imballaggi, residui di legno ed altri rifiuti speciali di varia natura e provenienza. Parte di questi animali presentava marcate zoppie. Il tutto insieme e dei ricoveri maleodoranti invasi da sporcizia e effluenti zootecnici direttamente a contatto con il bestiame. A questo si aggiungeva l’assenza di una letamaia e uno stoccaggio illecito dello stallatico.

I militari si sono avvicinati nei pressi di una cassone rudimentale di legno sopraelevato adibito a letamaia, trovandosi di fronte un cucciolo di gattino apparentemente esanime e con la parte sinistra del musino invasa da sangue, stava in realtà rantolando mentre altri gattini pieni di congiuntivite si nutrivano di una carcassa di volatile in mezzo a una puzza infernale. Il piccolo è stato prelevato e portato presso il pronto soccorso veterinario dove i medici non hanno potuto far altro che sopprimerlo per interrompere l’atroce sofferenza determinata dal trauma fisico subito al musino.

All’interno di quella stessa area era stata accertata la presenza di una macellazione clandestina di animali.Il quadro emerso ha indotto i Nas e i Carabinieri Forestali a porre sotto sequestro preventivo d’urgenza l’intera area, tutti gli animali e i rifiuti per interrompere i gravi reati accertati e per dare avvio al più presto alle necessarie cure, al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica del sito.

Nei prossimi, giorni e sotto il coordinamento delle indagini del Pubblico Ministero Taddei, verranno attivate tutte le misure necessarie per dare ristoro agli animali ed eliminare l’amianto presente sul terreno