Bloccano il bus, fanno scendere i passseggeri e arrestano un corriere della droga

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PRATO – La scorsa notte, alle 1.10 circa, il personale della Squadra Mobile – Sez. “Antidroga e Contrasto Crimine Diffuso” – effettuava un mirato servizio di osservazione e verifica su possibile attività di spaccio di stupefacenti interessante in particolare la città di Padova, che avrebbe avuto come protagonista un giovane africano, solito a servirsi di autobus lungo la tratta autostradale Roma – Trieste, per trasportare droga fino al capoluogo padovano. Gli Operatori dell’Antidroga pratese, unitamente al personale della Sottosezione della Polizia Stradale di Firenze Nord hanno effettuato pertanto stanotte un accurato servizio di osservazione, in attesa del passaggio dell’autobus in Toscana che, avvistato e seguito con discrezione, veniva fatto fermare presso l’area di servizio di Bisenzio Est dove, fatti scendere tutti i passeggeri, veniva identificato anche il solo africano presente, un ventiquattrenne nigeriano residente in provincia di Avellino, attualmente regolarmente soggiornante sul territorio nazionale in base a una richiesta permesso di soggiorno per motivi umanitari di protezione internazionale. Il giovane, alla vista degli Operatori della Polizia di Stato, è apparso subito particolarmente preoccupato del controllo in corso, che inizialmente dava esito negativo, per poi il nigeriano, appreso che sarebbe stato condotto presso l’Ospedale di Prato per verificare se detenesse in corpo ovuli di droga, ammettere di averne ingerito almeno 25, espellendone fisiologicamente poco dopo 22, quindi ulteriori 14, dei quali 30 risultati contenere eroina e 6 cocaina, per un peso complessivo di 394 grammi di stupefacente. Appurato mediante esami radiologici che il ventiquattrenne avesse in corpo ancora molti ovuli, si provvedeva al suo trattenimento presso il locale Ospedale, in attesa della loro espulsione, continuativamente vigilato da personale della Questura di Prato, venendo comunque dichiarato nel frattempo in stato di arresto nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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