“Giunge una pronuncia di primaria importanza dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea in materia di concessioni demaniali marittime: i procedimenti di evidenza pubblica scattano esclusivamente in presenza di una comprovata e reale scarsità delle risorse naturali, la cui mappatura e valutazione spettano allo stato membro”. Riccardo Zucconi, parlamentare versiliese di Fratelli d’Italia nonché segretario di presidenza e membro della decima commissione attività produttive della camera dei deputati, rende nota la notizia dell’ordinanza della corte europea del 10 luglio scorso nella causa C-574/25 (Balneari Rimini II) che stabilisce che le concessioni balneari “rientrano nell’ambito della direttiva Bolkestein solo se il numero delle autorizzazioni è limitato dalla scarsità della risorsa naturale il cui accertamento non viene compiuto dalla Corte ma spetta all’autorità nazionale competente sotto il controllo del giudice nazionale” come precisa il deputato.
“L’ordinanza della Corte di giustizia europea – continua Zucconi – rappresenta una svolta clamorosa e spazza via anni di ricostruzioni ideologiche. I giudici di Lussemburgo hanno chiarito in modo inequivocabile un principio cardine: l’applicazione dell’articolo 12 della Direttiva Bolkestein e il conseguente obbligo di gara sussistono soltanto se le risorse naturali sono scarse. La valutazione sulla disponibilità delle spiagge spetta al Governo nazionale e indirettamente al singolo ente locale. La mappatura effettuata dal Governo Meloni nel 2023 ha già attestato la non scarsità della risorsa del demanio marittimo a livello nazionale”.
Secondo Zucconi questa sarebbe una notizia che fa ben sperare per il futuro delle concessioni demaniali. “Alla luce di questa fondamentale pronuncia europea è adesso possibile – puntualizza il parlamentare originario di Camaiore – una norma chiara e risolutiva che recepisca il principio stabilito dalla corte Ue dando finalmente certezze normative ed economiche alle migliaia di imprese balneari italiane e alle loro famiglie”.



