Bonaccini: “Un terzo nome tra Schlein e Conte? La vedo difficile”

Un terzo nome tra i due litiganti Elly Schlein e Giuseppe Conte? “La vedo difficile”. Non usa mezzi termini il presidente del Pd Stefano Bonaccini, intervenuto ieri sera al ciclo di incontri “L’Estate del Principe”, organizzato al Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio.

Secondo Bonaccini, al momento non esiste una terza strada. Tra Schlein e Conte, però, bisogna trovare una quadra e farlo in fretta.

“Sì, ma penso che non sarà difficile trovare una soluzione comune – ha spiegato Bonaccini –. Ho fatto un appello all’unità. Circa quattro anni fa non sono stati gli italiani a mandare Meloni a Palazzo Chigi: il centrosinistra, in maniera irresponsabile, si divise addirittura in tre. Se ci torneremo a dividere, Meloni non farà nemmeno la campagna elettorale: a quel punto può andare in vacanza e tornare a Palazzo Chigi”.

Quindi stavolta non si può sbagliare.

“Capisco che l’unità non sia una condizione sufficiente per vincere. Ma diventa una condizione necessaria per provarci. Da quando Schlein è diventata segretaria procediamo uniti con un centrosinistra largo e plurale. Rivolgo un appello a Carlo Calenda: spero che si aggiunga a quelli che sono alternativi a questa destra che rischia di diventare sempre più di estrema destra”.

Però l’impressione è che il centrosinistra sia in ritardo.

“Dobbiamo accelerare per non essere in ritardo. Ma tutto il tempo c’è. A destra sono molto più divisi di noi su alcune questioni, ma alle elezioni si presentano uniti. Dobbiamo unirci e provare a batterli. Serve un programma con pochi punti chiari”.

Quali?

“Redditi, lavoro, ambiente, rilancio della scuola, sanità pubblica e sicurezza dei cittadini. Su questi punti dobbiamo provare a costruire un’idea di alternativa”.

Primarie del centrosinistra: sì o no?

“Lo dobbiamo decidere insieme alla coalizione. Poi si può anche stabilire che sia il partito con più voti a esprimere la leadership, come accade in tutte le democrazie del mondo. Ma prima bisogna sottoscrivere il programma, in modo da evitare di dividersi alla prima curva. Se dovesse riaccadere, gli italiani non ce lo perdonerebbero. Però io ho fiducia. I mesi di settembre e ottobre vanno utilizzati per trovare la convergenza”.

Cosa pensa del tema sicurezza?

“L’80% degli italiani dice di sentirsi meno sicuro rispetto a tre anni fa. La destra aveva promesso più sicurezza, ma gli italiani si sentono meno sicuri. Fanno decreti sicurezza ogni tre o quattro mesi: vuol dire che le misure adottate non sono sufficienti. Le uniche cose aumentate in questi anni sono le tasse e il prezzo del carburante”.

Lei ha detto che non si può pensare di vincere attaccando Meloni. Ma negli ultimi mesi è andata così.

“Le sole critiche non bastano, ma io sono fiducioso che sapremo mettere in campo una proposta concreta e di qualità”.

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