Cala il sipario sulla terza edizione del Camaiore Film Festival. Ecco i vincitori

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CAMAIORE – Si è conclusa la terza edizione del Camaiore Film Festival, il concorso per cortometraggi indipendenti e sperimentali organizzato da Baita Film Group e Corte Tripoli Cinematografica con il patrocinio ed il contributo del Comune di Camaiore. L’edizione 2015 si è tenuta dal 10 al 14 giugno ed era dedicata a Gian Maria Volontè. La premiazione, ieri sera (domenica 14 giugno) al Museo d’Arte Sacra di Camaiore (Lu). “L’edizione 2015 è stata in netta crescita rispetto alle precedenti. Sia per numero di opere arrivate, sia per loro qualità – commenta Joel De Petris a nome degli organizzatori del Camaiore Film Festival – Se poi consideriamo che molti dei cortometraggi sono stati inviati dall’estero, significa che l’appuntamento ha già un certo credito oltre confine. Ciò ci sprona ad andare avanti sempre meglio. Ci rivedremo dunque nel 2016”.

Ecco i vincitori.

Il premio più ambito, quello a Miglior Film (l’Ulivo d’Argento, il manufatto in ferro battuto realizzato da Michelangelo Bianchi, ma anche 500 euro possibili grazie a Sai Unipol Assicurazione di Viareggio), è andato allo spagnolo “Mi ojo derecho” di Josecho de Linares, per la delicatezza con cui affronta il tempo che passa e la bravura nel tessere quel filo nostalgico che alla fine non è amaro, né acre, ma dolce.

Come Miglior Documentario è stato premiato “I’M Festival” dei campani Alessio Persiano e Mario Vezza. Un documentario che racconta la fuga di un ragazzino dalla guerra attraverso la magia del circo, lasciando allo spettatore l’insegnamento che il sorriso è la migliore delle medicine.

La Migliore Animazione è andata all’olandese “Mute” di Job, Joris e Marieke. Con una grafica molto raffinata, un utilizzo accurato di suoni e rumori, la storia surreale di questo corto si snoda in un percorso “amabilmente” splatter.

Il Miglior Videoclip è stato “Desperados” dei romani Mirko Vigliotti e Gianluca Vasta. È la storia di una rapina in banca finita male, da cui in realtà i banditi non sono mai usciti vivi, non rendendosi conto di essere morti. I protagonisti: una rock band romana, gli Ushas.

Il Premio Scuola se lo aggiudicano i bambini della classe 2C della Scuola Primaria Edmondo De Amicis di Forlì con il corto “Cipì”, aiutati in questo progetto dalla disegnatrice Sally Galotti. “Durante la preparazione di questo corto – ha spiegato Sally Galotti – gli alunni hanno sperimentato con gioia le fasi di tutto il processo creativo del cartone animato. Si tratta di un progetto che ha a che fare con la digitalizzazione. Al pari del valore dell’integrazione umana, anche il rapporto con il computer e le nuove tecnologie non va escluso, bensì veicolato e sfruttato in positivo”.

Il Premio Pari Opportunità Elvira Notari se lo è aggiudicato “Punto di Vista” che il vicentino Matteo Petrelli ha girato a Roma. Qui il tema dell’handicap viene trattato con ironia. La gioia dei protagonisti contagia lo spettatore. Menzione di merito per la splendida voce narrante di Miryam Catania.

Il Premio Giuria Popolare va a “Chi Fa Otello?” dell’umbro David Fratini. Per l’ironica ma lucida e dissacrante critica ad un modello di società ancora troppo

razzista e classista e per i dialoghi tra capo compagnia e attori che conferisce ritmo e umorismo al setting.

Miglior Regia a “Preto Ou Branco” del brasiliano Alison Zago, fotografato e girato in uno splendido bianco e nero, che richiama il noir degli anni ’50.

Miglior Fotografia a “Teatro” dello spagnolo Ivan Ruiz Flores.

Miglior Sceneggiatura all’apprezzatissima produzione italo-rumena “Have Sweet Dreams” di Ciprian Suhar.

Miglior Montaggio e Colonna Sonora alla votatissima produzione Usa/Canada “In Passing” di Alan Miller.

 

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