Dalla tragedia del 9 dicembre 2024 alla ripartenza. È stato firmato il protocollo d’intesa che dà il via al progetto di riconversione dell’ex deposito Eni di Calenzano, in provincia di Firenze, dove un’esplosione causò la morte di cinque operai e tecnici e il ferimento di altre 28 persone.
A sottoscrivere l’accordo sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani e Giuseppe Ricci, direttore Industrial Transformation di Eni, collegato in videoconferenza. Hanno preso parte all’incontro anche Umberto Carrara, amministratore delegato di Eni Industrial Evolution, e Francesco Manna, responsabile Local Public Affairs Italia di Eni.
Il protocollo definisce il futuro dell’area, che si estende per circa 170 mila metri quadrati e che non è più sottoposta a sequestro. Qui Eni realizzerà un parco fotovoltaico da 20 megawatt e riconoscerà al Comune di Calenzano il 5% del valore dell’energia prodotta dall’impianto. È inoltre prevista la realizzazione di un secondo impianto fotovoltaico da 1 megawatt, dotato di un sistema di accumulo da 1 MWh, che sarà anch’esso ceduto al Comune.
La gestione, la manutenzione e la futura dismissione degli impianti saranno affidate a società controllate del gruppo Eni. L’intesa prevede inoltre il completamento della bonifica ambientale dell’area e un più ampio progetto di riqualificazione che interesserà anche i servizi circostanti, a partire dalla zona della stazione ferroviaria di Pratignone. Le tempistiche degli interventi saranno definite nei prossimi mesi.
Il protocollo istituisce anche un tavolo tecnico di monitoraggio, con riunioni trimestrali tra Regione Toscana, Comune di Calenzano ed Eni, per verificare lo stato di avanzamento del progetto e il rispetto degli impegni assunti. Tra questi rientra anche la salvaguardia occupazionale del personale.
Con la firma dell’accordo prende così ufficialmente il via il percorso di trasformazione dell’ex deposito Eni di Calenzano, con l’obiettivo di restituire al territorio un’area destinata alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riqualificazione ambientale, dopo una delle pagine più drammatiche della recente storia industriale toscana.



