Il campione di paraciclismo Fabio Nari protagonista dell’ultimo lavoro del regista Diego Bonuccelli

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PIETRASANTA – (di Stefania Bernacchia) Si è svolta questa mattina presso il Ristorante ‘Il Baccatoio’ a Pietrasanta la conferenza stampa di presentazione dell’ultimo lavoro del regista versiliese Diego Bonuccelli. Si tratta del documentario ‘Il Triciclo – L’inferno, il recupero, il riscatto’ basato sulla storia vera del pietrasantino Fabio Nari, campione italiano ed europeo di paraciclismo. Presenti, oltre al regista Bonuccelli, anche Nari, attore protagonista della pellicola, l’artista Piero Bresciani, autore del manifesto ufficiale e il musicista Giuseppe Giannecchini, che ha curato la colonna sonora.

Il documentario, una produzione Goodbird Films che durerà circa 60 minuti e di cui in sede di conferenza è stato mostrato il trailer, racconta la quotidianità di Fabio, il pietrasantino classe 1970 amante delle due ruote che a fine 2005, a causa di un brutto incidente durante un allenamento, rimane paralizzato nella parte sinistra del corpo. Una sentenza dura da accettare, ma Fabio, dopo un periodo di ‘buio interiore’, decide di riprendere in mano la sua vita e tornare a fare quello che ha sempre amato: correre in bicicletta. Lo farà grazie al triciclo, una bicicletta a tre ruote con la quale vincerà molte gare italiane e internazionali, come l’oro a Praga nel 2010 e nel 2011 e l’argento nel 2017.

L’idea di raccontare la storia di Fabio Nari è nata dalla volontà di cimentarmi, dopo aver girato film e corti basati su storie di finzione, in qualcosa di nuovo, di vero, una storia di vita vissuta, spiega il regista Diego Bonuccelli. Conoscevo già Fabio, anche se grazie alla pellicola sono venuto a conoscenza di particolari ed elementi molto più profondi. La sua vicenda mi ha da sempre colpito e ho ritenuto si adattasse molto bene ad una trasposizione cinematografica. Siamo ancora in corso d’opera, è un lavoro più impegnativo rispetto ai precedenti poiché la sceneggiatura viene elaborata durante le registrazioni e non prima, ad ogni modo dovremmo finirlo entro la primavera 2018. 

La pellicola, raccontando scene di vita vera vissute in prima persona da Fabio, come allenarsi, vestirsi, andare dal fisioterapista ecc, riesce a trasmettere un messaggio di forza, rivincita e rinascita, una testimonianza che, anche in chiave pedagogica, parla ai giovani, ai disabili e a tutti coloro che per vari motivi hanno dovuto lottare più degli altri. E’ un esempio unico di quanto la positività possa trionfare nonostante gli avvenimenti negativi che spesso accadono nella vita, a dimostrazione di quanto la disabilità non sia un traguardo, bensì una griglia di partenza per vivere in pieno la propria esistenza. Insomma, è una storia a tutto tondo, che può essere letta attraverso varie chiavi di lettura, primo fra tutti il superamento fisico e morale.

In sede di conferenza è stato presentato il manifesto ufficiale del documentario, curato dal poliedrico artista Piero Bresciani, molto conosciuto negli ambienti culturali di Pietrasanta. Nel dipinto a matita è raffigurato Fabio Nari in sella al suo triciclo, intento ad attraversare la suggestiva Piazza Duomo di Pietrasanta, sua città natale. Sono molto onorato di aver fatto parte di questo progetto, afferma Bresciani. Stimo molto persone come Fabio che nella vita, loro malgrado, hanno dovuto superare ostacoli a mio avviso insormontabili. Sono persone di una forza morale unica, che hanno sicuramente una marcia in più. Inoltre anche Fabio e Diego, come me, sono mossi da una passione, nello specifico quella cinematografica e quella sportiva, e per questo li sento entrambi molto vicini. La conferenza è stata anche l’occasione per presentare la colonna sonora del documentario, a cura del musicista Giuseppe Giannecchini, in arte Rifrazione. Ho curato la colonna sonora del documentario, spiega Giannecchini, offrendo alcune mie composizioni a Diego, brani sia puramente strumentali che composti da musica e testo; sono molto felice siano stati scelti come sfondo musicale per raccontare la bella storia di vita di Fabio.

Con questa pellicola vorremmo anche sensibilizzare l’attenzione delle istituzioni, conclude il regista Bonuccelli, per ottenere contributi che ci permettano di partecipare a festival cinematografici di un certo rilievo, magari anche Cannes o Venezia. Abbiamo sempre fatto con le nostre forze, stavolta vorremmo un aiuto per far uscire il documentario dal circuito locale e provinciale: la vicenda di Fabio è una storia universale che vale sia in Italia che all’estero e a tal proposito provvederemo ad inserire nella pellicola i sottotitoli in lingua inglese.

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