Cancellata Geriatria dal “Versilia”, la senatrice Granaiola: “Non si può pensare di sparpagliare le persone anziane”

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VIAREGGIO – “Ritorno con forza sulla questione della  riorganizzazione dell’area medica della ASL Versilia dove a seguito di una delibera dello scorso ottobre,  viene di fatto cancellato il reparto di Geriatria; unica struttura specialistica di tutta l’Azienda nord ovest ed unico reparto che accoglie gli studenti della Facoltà d Medicina per il tirocinio pratico nella suddetta specialità ; un’area, sia pure con pochi posti letto per anziani prevalentemente provenienti dal pronto soccorso, sicuramente da valorizzare e non certo da sopprimere.  Se così fosse il sistema sanitario versiliese perderebbe un “altro pezzo” importante e significativo come quello dedicato alle patologie ed ai traumi dell’età avanzata”.

La nota arriva dalla senatrice Manuela Granaiola:

“L’ ipotesi di fondere geriatria con medicina vanificherebbe una specialità ed il grande lavoro svolto in questi anni da chi ne ha avuto la responsabilità. Intanto sarebbe sicuramente un danno per la qualità della permanenza degli anziani in reparto, ma soprattutto è un danno perché verrebbe meno una specifica attenzione per i percorsi di cura geriatrici , di cui c’è un bisogno assolutamente rilevante. L’andamento demografico è chiaro e ci parla di progressivo, crescente invecchiamento della popolazione; dunque non si sta trattando di una semplice riorganizzazione, ma di un tema strategico sul quale riflettere molto attentamente. Tra l’altro mi risulta anche che, grazie ad una proficua collaborazione tra il reparto di Geriatria ed il reparto di Ortopedia e Traumatologia e quindi al Dr.Fascetti e al Dr. Manca, il Versilia possa vantare ottimi risultati nella chirurgia e cura delle fratture del femore  nell’anziano che è una delle cause di mortalità a seguito di traumi in persone di età avanzata.

In sostanza se questa decisione andasse  avanti non si tratterebbe  di una riorganizzazione, ma  di un vero e proprio taglio in un settore sanitario sicuramente strategico; un abbaglio che deriva dalla totale sottovalutazione dell’andamento “demografico” che indica un progressivo, consistente invecchiamento della popolazione con tutto quello che comporta in termini di cura e prevenzione. Credo invece sarebbe meglio riflettere sul tema dell’integrazione tra ospedale e territorio, sul ruolo, l’effettiva efficacia e  l’adeguatezza dei servizi domiciliari, dell’assistenza riabilitativa o di accompagnamento, sul buon uso dei farmaci ed sull’educazione ai buoni stili di vita.

Non si può sperare di risolvere la questione scaricando tutto il peso dell’assistenza agli anziani su una medicina territoriale che purtroppo (e non certo per colpa degli operatori) si concretizza scaricando un peso molto gravoso solo sulle spalle delle  famiglie , che per fortuna in Versilia conservano ancora il rispetto e l’amore per i propri anziani.

Tanto meno si può pensare di sparpagliare le persone anziane, bisognose di cure e di assistenza ospedaliera o post-ospedaliera, su tutto il territorio della grande ASL allontanandoli dai loro legami familiari. Situazione questa ulteriormente aggravata dalla totale mancanza di qualsiasi servizio di accompagnamento e mobilità; già ora gli anziani (e non solo) devono contare sui familiari od il volontariato per andare fuori comune per le terapie o la riabilitazione. Auspico dunque un ripensamento; ma se questa ipotesi risultasse realistica – anche alla luce dello stato generale del sistema sanitario versiliese – mi auguro che ci sia una forte presa di posizione da parte dei Sindaci e della Società della Salute”.

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