Cannabis, consigliere regionale coltiva una pianta in ufficio

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FIRENZE (di Chiara Bini) – Il tema della liberalizzazione delle droghe leggere, soprattutto a uso terapeutico, divide da tempo politica e opinione pubblica. A porre nuovamente l’attenzione sul tema è stato Tommaso Fattori, consigliere regionale di SEL – Toscana a sinistra, che ha reso nota alla stampa l’intenzione di coltivare nel proprio ufficio una piantina di cannabis. Un atto dimostrativo attraverso il quale lo stesso Fattori è consapevole di trasgredire la legge vigente, ma intesa a sollevare il dibattito sull’argomento non solo in Toscana, ma anche a livello nazionale.

La nostra regione, come già avevamo avuto modo di approfondire (leggi A Firenze il primo raccolto di Cannabis ad uso terapeutico), è la prima in Italia ad aver legalizzato l’uso di prodotti derivati dalla cannabis, quali hashish e marijuana a scopo terapeutico: nel 2012 è stata emanata una legge che ha portato nello scorso mese di Giugno alla prima raccolta legale di tale pianta. Tale coltivazione, avvenuta presso l’Istituto farmaceutico militare di Firenze, rientra all’interno di un protocollo di sperimentazione siglato dal Servizio Sanitario Regionale (che si occuperà della distribuzione dei prodotti ottenuti) e dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, all’inizio del 2015.

L’iniziativa del consigliere Fattori ha intento provocatorio: la coltivazione di anche una sola pianta di cannabis è illegale in Italia, si rischia di essere perseguiti dall’Antimafia, eppure una sola pianta, in questo caso, può smuovere la stampa e spingere i cittadini toscani a interrogarsi se una legge proibizionista come quella in vigore sia ancora valida a nuovo millennio inoltrato.

Lo scorso sabato in piazza Duomo a Firenze si è tenuta una manifestazione organizzata dai Radicali, attraverso la quale si è manifestare contro la normativa italiana che proibisce la coltivazione e l’uso (anche ludico) delle droghe leggere. Proprio in tale circostanza gli organizzatori hanno distribuito ai partecipanti semi della pianta della cannabis e uno di questi è quello che sarà coltivato da Tommaso Fattori nel proprio ufficio.

Un’azione simbolica e palesemente contraria alla legge, un atto che vuole far parlare in modo serio e ponderato di uno degli argomenti più scottanti degli ultimi anni. E per il momento, a giudicare dall’ampia risonanza che la notizia sta ricevendo, l’obiettivo sembrerebbe raggiunto. Resta ora da vedere quali saranno le conseguenze giuridiche a tale dichiarazione e attività e quali le discussioni e decisioni che la Regione deciderà di prendere in merito alla legalizzazione dell’uso di questa droga leggera.

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