“La crisi dei salari è molto acuta ed è il sintomo di un problema ancora più grave: una visione distorta del lavoro, considerato sempre di più soltanto come un mezzo per sopravvivere e non come un’attività attraverso cui la persona realizza pienamente la propria umanità”. È questo il messaggio lanciato dall’arcivescovo di Pisa, monsignor Saverio Cannistrà, durante l’incontro annuale con i dipendenti delle Acli provinciali di Pisa e Lucca.
Nel suo intervento, l’arcivescovo ha invitato a riflettere sul valore del lavoro e sulla necessità di promuovere la dignità della persona, sottolineando come l’impegno della Chiesa non possa limitarsi all’assistenza materiale.
“Come Chiesa facciamo molta assistenza, che spesso è necessaria – ha affermato – ma l’obiettivo ultimo è promuovere l’uomo e la sua dignità”.
Cannistrà ha quindi richiamato l’attenzione sull’aumento delle disuguaglianze sociali e sulla necessità di creare spazi di confronto e riflessione per affrontare le trasformazioni della società.
“C’è bisogno di luoghi e spazi dedicati al pensiero e all’elaborazione. Si va consolidando una struttura sociale in cui le disuguaglianze diventano sempre più marcate ed è l’esatto contrario di ciò che ci indicano il Vangelo e la Costituzione. Questa è l’aria che respiriamo e c’è bisogno di purificarla”, ha aggiunto.
All’incontro era presente anche il presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, che ha posto l’accento sulla crescente diffusione dell’individualismo nella società contemporanea.
“Oggi sembra che l’umanità sia bella solo se è perfetta e che, se una persona acquisisce un diritto, lo sottragga automaticamente a qualcun altro. Viviamo in una società in cui viene prima di tutto l’io”, ha osservato Manfredonia.
Secondo il presidente delle Acli, proprio questo scenario rende ancora più importante il ruolo dell’associazione. “Il nostro impegno ha un senso ancora più profondo: curare l’umanità ferita e aiutarla a rimettersi in piedi rappresenta una missione fondamentale”.
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