Un intervento di restauro conservativo ha interessato gli affreschi della cappella della Madonna della Provvidenza a Capalbio, riportando attenzione su uno spazio di culto dalle origini medievali. La piccola chiesa che ospita la cappella fu costruita alla fine del XIV secolo dai padri agostiniani e venne inglobata all’inizio del Seicento nel convento dedicato a San Bernardino da Siena. Alla fine del Settecento l’edificio fu ricostruito e dedicato alla Madonna della Provvidenza, assumendo l’aspetto attuale e lasciando la cappella decorata a una quota più bassa rispetto alla navata.
Il ciclo pittorico si sviluppa su tre pareti: al centro è raffigurata la Madonna col Bambino in trono affiancata dai santi Gerolamo e Sigismondo e da due angeli. Sulle pareti laterali compaiono, a sinistra, i santi Cosma e Damiano dipinti davanti a un paesaggio nel quale si riconosce il borgo fortificato di Capalbio; a destra la Santissima Trinità in un contesto collinare idealizzato.
“Negli ultimi anni – ha dichiarato Laura Cibrario, direttrice dei lavori, realizzati sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo – gli affreschi hanno mostrato fenomeni di degrado dovuti soprattutto all’umidità presente nelle murature. Per affrontare queste criticità, dopo essere intervenuti dapprima all’esterno della piccola cappella, è stato installato un dispositivo Domodry, per ridurre ulteriormente i fenomeni di risalita capillare e soltanto a questo punto è stato avviato un restauro conservativo”, realizzato da Martina Comis, “finalizzato alla salvaguardia e alla corretta conservazione del ciclo”.
“I restauri del Fai non sono semplici interventi; sono un appassionato impegno per trasformare l’arte e la natura in un autentico bene comune”, le parole di Alessia de Martino, capogruppo FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano Maremma, a cui sono andati i ringraziamenti del sindaco Gianfranco Chelini.
Capalbio, restaurati gli affreschi della cappella della Madonna della Provvidenza
Un intervento di restauro conservativo ha interessato gli affreschi della cappella della Madonna della Provvidenza a Capalbio, riportando attenzione su uno spazio di culto dalle origini medievali. La piccola chiesa che ospita la cappella fu costruita alla fine del XIV secolo dai padri agostiniani e venne inglobata all’inizio del Seicento nel convento dedicato a San Bernardino da Siena. Alla fine del Settecento l’edificio fu ricostruito e dedicato alla Madonna della Provvidenza, assumendo l’aspetto attuale e lasciando la cappella decorata a una quota più bassa rispetto alla navata.
Il ciclo pittorico si sviluppa su tre pareti: al centro è raffigurata la Madonna col Bambino in trono affiancata dai santi Gerolamo e Sigismondo e da due angeli. Sulle pareti laterali compaiono, a sinistra, i santi Cosma e Damiano dipinti davanti a un paesaggio nel quale si riconosce il borgo fortificato di Capalbio; a destra la Santissima Trinità in un contesto collinare idealizzato.
“Negli ultimi anni – ha dichiarato Laura Cibrario, direttrice dei lavori, realizzati sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo – gli affreschi hanno mostrato fenomeni di degrado dovuti soprattutto all’umidità presente nelle murature. Per affrontare queste criticità, dopo essere intervenuti dapprima all’esterno della piccola cappella, è stato installato un dispositivo Domodry, per ridurre ulteriormente i fenomeni di risalita capillare e soltanto a questo punto è stato avviato un restauro conservativo”, realizzato da Martina Comis, “finalizzato alla salvaguardia e alla corretta conservazione del ciclo”.
“I restauri del Fai non sono semplici interventi; sono un appassionato impegno per trasformare l’arte e la natura in un autentico bene comune”, le parole di Alessia de Martino, capogruppo FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano Maremma, a cui sono andati i ringraziamenti del sindaco Gianfranco Chelini.
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